Viaggio nella città "chiusa" per coronavirus: poche mascherine, in ospedale misure straordinarie al Pronto soccorso

Il reportage nel primo giorno dall'applicazione delle misure decise dalla Regione: la biblioteca manderà in ferie i dipendenti, all'anagrafe si entra pochi alla volta. Università deserta: lauree ed esami rinviati

Chiuso per coronavirus, il nostro viaggio tra le vie di Udine

UDINE. Di mascherine se ne vedono pochine, in giro per Udine. Né quelle di Carnevale (che martedì grasso 25 febbraio, si chiude) né quelle chirurgiche che dovrebbero limitare i rischi di contagio del coronavirus.

Il Friuli vive così lo stato d’emergenza proclamato dalla Regione per provare a contenere i rischi legati alla diffusione del Covid-19: nessuna psicosi, nessuno strepitio. Ma uffici, scuole, sedi universitarie e luoghi di aggregazione devono fare i conti con le chiusure imposte dal provvedimento firmato domenica 23 febbraio dal presidente Massimiliano Fedriga (Qui il testo integrale dell'ordinanza ministeriale).

All’ospedale Santa Maria della Misericordia sono state rafforzate le misure di prevenzione: agli ingressi dei padiglioni sono stati moltiplicati gli erogatori di gel igienizzante per mani.
Niente esami né lezioni.

L’università si ferma. Tra le ampie vetrate della Casa dello studente di viale Ungheria fanno capolino soltanto gli operai che da qualche settimana stanno lavorando alla ristrutturazione dello stabile, chiuso proprio per permettere la sua riqualificazione. Non c’è servizio mensa, ma pure le aule studio sono tutte rigorosamente sigillate: sulle porte gli estremi del provvedimento siglato dalla Regione, mentre le segretarie restano a disposizione su appuntamento per urgenze legate ai servizi allo studio. L’Ardiss, che gestisce gli stabili destinati agli universitari, ha potenziato il proprio call center per venire incontro alle esigenze dei ragazzi.

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A Palazzo Antonini- Cernazai, sede della facoltà di lettere dell’Università di Udine, i corridoi sono deserti. Eppure, sarebbe periodo di esami dopo la conclusione del primo semestre. Gli studenti fuorisede non sono rientrati nel capoluogo friulano e, più in generale, le comunicazioni avvengono per via telematica.

«Tra ieri e oggi ho comunicato con gli studenti via mail, per rispondere alle loro richieste», spiega la coordinatrice dei corsi di laurea in Lingue, Renata Londero. Rinviate anche le discussioni delle tesi di laurea in programma nei prossimi giorni. Chiuse anche le scuole, presidiate soltanto dai collaboratori scolastici e da qualche insegnante: in alcuni istituti i dirigenti hanno deciso di rispedire a casa anche i bidelli.

Chiusa la biblioteca Joppi. La biblioteca civica è normalmente chiusa il lunedì mattina. Le porte non apriranno nel pomeriggio, né per il resto della settimana: quando saliamo al secondo piano dell’edificio di riva Bartolini per parlare con il direttore Romano Vecchiet, le dipendenti stanno affiggendo alle vetrate gli avvisi che comunicano l’interdizione all’accesso negli spazi bibliotecari. «Stiamo facendo lavoro di backoffice – indica Vecchiet – ma probabilmente nei prossimi giorni manderemo in ferie alcuni addetti: magari, ma faremo una valutazione a tempo debito, rivedremo le giornate di chiusura estiva».

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Udine 24 febbraio 2020 Conferenza stampa con tutti i sindaci corona virus in regione © Foto Petrussi

Gli uffici aperti. Aperti gli uffici comunali e, in generale, quelli pubblici. All'Anagrafe, in via Beato Odorico, c'è un agente della Polizia locale a regolare il traffico degli utenti in fila per un certificato o per rinnovare la carta d'identità. Entrano al massimo dieci alla volta, per evitare che nei corridoi piuttosto stretti della palazzina si crei un assembramento contrario alle norme di buonsenso, prima ancora che alle linee guida della Regione. Attorno a mezzogiorno negli uffici si fa vedere anche l'assessore comunale Alessandro Ciani, che verifica che tutto vada per il verso giusto.

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Mascherine e gel in ospedale. Al Santa Maria della Misericordia il via-vai è quello di tutti i giorni. All’entrata dei padiglioni sono spuntati i distributori che erogano gel igienizzante per le mani, mentre al Pronto soccorso l’infermiere di turno al Triage consegna mascherine protettive ai pazienti che presentano sintomi respiratori (tosse, raffreddore) o febbre. Tra gli utenti in attesa - attorno l’una erano una trentina - cinque indossano la protezione. Che è introvabile nelle farmacie di tutto il Friuli, comprese in quelle del centro: più di qualcuna ha esposto all'esterno un avviso, con cui si informa del fatto che le mascherine sono esaurite.

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