Coronavirus, tra precauzioni e psicosi: mascherine e gel finiti, scaffali vuoti nei market

Le uniche mascherine che si incontrano per le strade, in questa prima domenica di “emergenza coronavirus”, sono solo quelle di carnevale. Eppure nei negozi, nei supermercati e nelle farmacie le protezioni per le vie respiratorie sono introvabili da giorni. Succede in tutta la regione.
Se in città non si assistono a scene di psicosi come quelle viste in Veneto e in Lombardia, con persone in fila fuori dai supermercati per fare scorte di derrate alimentari, i gel disinfettanti per le mani sono letteralmente andati a ruba dagli scaffali a Udine e a Pordenone. Abbiamo provato a fare un giro in alcuni negozi per toccare con mano la situazione.
La situazione a Udine
Al supermercato Panorama di viale Palmanova il via vai di gente che fa la spesa è continuo, ma senza eccessi. Tutti i prodotti sono ancora disponibili, almeno fino a che non si raggiunge l’area dedicata alla parafarmacia. Qui non si può fare a meno di notare il “buco” in corrispondenza dei gel disinfettanti per le mani. «Non lo sappiamo se sarà davvero utile, ma almeno ci proviamo – racconta una coppia che è riuscita ad accaparrarsi l’ultima confezione di Amuchina –. Siamo tranquilli, qui in Friuli non c’è nulla da preoccuparsi».
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In effetti nei supermercati come nelle zone più affollate di Udine, non si incontrano persone che indossano mascherine. Eppure nelle farmacie aperte non se ne trovano, e nemmeno al Tigotà di via della Faula. Qui è stato addirittura posizionato un cartello con la scritta “Amuchina e mascherina momentaneamente esaurite”, per evitare le continue domande dei clienti.
«Nelle ultime due ore già 27 persone mi hanno chiesto gel disinfettanti e mascherine, ma le abbiamo finite», racconta una commessa. Al Tigotà come altrove la gente entra, va alla ricerca di Amuchina ma, trovando gli scaffali vuoti, esce senza acquistare nulla. «È tutta la mattina che le persone entrano ed escono», dice ancora la commessa. Qualcuno, non trovando il prodotto tanto agognato, ripiega su acqua ossigenata o salviette disinfettanti, riuscendo a mettere nel carrello le ultime confezioni disponibili.
Nessun ammassamento particolare e scaffali tutti pieni al Lidl di viale Palmanova. Qui qualcuno che fa scorta di acqua, pasta e tonno. Lo si incontra. «Ogni giorno la situazione peggiora, meglio riempire la cantina – racconta una signora con un bimbo piccolo mentre carica la spesa nel bagagliaio dell’auto –. Ho preso prodotti a lunga conservazione. Spero di non usarli a causa del coronavirus». Anche in via della Faula il via vai di gente è continuo, ma i carrelli si riempiono di beni per la settimana. Non si avverte una preoccupazione particolare per la possibile diffusione del coronavirus in città.
«Secondo me la stanno facendo tanto lunga i giornali e le tv – dice un uomo anziano appena uscito dal punto vendita Despar – ne ho viste tante nella mia vita e questa non mi pare la peggiore. Passerà». All’interno del supermercato, come altrove, gli unici scaffali vuoti sono quelli che contenevano Amuchina gel e salviette disinfettanti.
Oggi arriveranno i rifornimenti e gli udinesi potranno nuovamente fare incetta di questi prodotti. Per le derrate alimentari ci sarà tempo.
La situazione a Pordenone
Affluenza sostenuta ai supermercati, disinfettanti per le mani esauriti e mascherine introvabili. Sono alcuni degli aspetti in una domenica di “psicosi” a Pordenone per il coronavirus. Ma se in città le mascherine per proteggere le vie aeree sono introvabili, perché in centro non si vede nessuno con il volto coperto? È uno dei misteri di questa dilagante paura da coronavirus.
Un afflusso più sostenuto di una ordinaria domenica. In alcuni supermercati della città aperti anche ieri, gli addetti alle vendite hanno notato un aumento di clienti. Le scorte sono ancora garantite, ma quello che è stato unanimemente verificato è l’esaurirsi di prodotti per la disinfezione delle mani. «C’è in effetti una maggiore affluenza rispetto al solito», sottolineano al Pam di viale Grigoletti, dando come motivazione in parte il coronavirus al quale si aggiunge anche le vendite promozionali della giornata.
Ma l’impennata nelle vendite di Amuchina e altri gel disinfettanti fa propendere per il timore del propagare del virus. Pure all’Eurospin di viale della Libertà è stato notato un afflusso anomalo e, anche in questo caso, niente più gel per le mani. Affluenza standard al supermercato del centro commerciale GranFiume così come nelle Coop della provincia, dall’iper Meduna agli altri supermercati sparsi nei vari comuni, come spiegato dall’area comunicazione di Coop che sta monitorando la situazione supermercato per supermercato. Risultano però anche in questo caso introvabili i disinfettanti mani.
In città la farmacia di turno era la San Lorenzo. Anche in questo caso il kit per la “protezione” del coronavirus era introvabile. «Per quanto riguarda le mascherine antibatteriche, ne avevamo alcune ma sono state venute più di un mese e mezzo fa. Le abbiamo ordinate di nuovo, ma non sono arrivate. “Colpa” dell’elevato numero di richieste. Idem per i gel disinfettanti: sono introvabili. «Ma suggeriamo salviette o disinfettanti da spalmare sulle mani: hanno la stessa funzione».
Sia nel tour dei supermercati che nella farmacia di turno non s’è verificato nessun aumento nel costo dei prodotti più “gettonati” quali, appunto, il gel disinfettante. Ma non è così nella rete. «Poco fa abbiamo ricevuto una mail di venditori che proponevano il kit per la disinfezione– avvertono dalla farmacia San Lorenzo –. Non facciamoci prendere dal panico: è opportuno diffidare da queste offerte. È gente che specula sulla sensibilità della gente. E spesso i prezzi sono sproporzionati oppure i prodotti non corrispondono a ciò che descrivono».
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