Via le tubature in cemento-amianto Lavori da 40 milioni

GORIZIA. Sindaci e Provincia di Gorizia intendono sostituire tutte le condutture in cemento e amianto dell’Isontino, prolungando la convenzione con l’ente gestore del servizio fino a quando gli interventi non saranno ultimati. Si tratta di un’opera di prevenzione, che ridurrà, in prospettiva, anche l’annoso problema delle perdite della rete idrica. Su questo punto ieri è emerso che, in ogni caso, queste ultime si sono ridotte, passando dal 42,65 per cento di fuoriuscite nel 2007 al 35,70 per cento del 2015. Il focus di ieri era però per le condotte in fibrocemento, che interessano 355 km su una rete di 1.055 km. I chilometri residui, che non fanno parte di quelli compresi negli interventi già programmati, sono 229, per la cui sostituzione si stima una spesa di 40 milioni di euro. «Si tratta di un progetto storico, siamo i primi in Italia e forse in Europa a fare una cosa del genere», ha annunciato ieri il presidente Enrico Gherghetta, evidenziando che la particolarità della situazione è evidenziata anche dal fatto che ciò non comporterà aggravi in bolletta né costi per i Comuni. L’amministratore unico di Irisacqua Mirio Bolzan ieri ha anche precisato che «nelle fatture dell’Isontino 80 euro pro capite vanno per gli investimenti, mentre nel resto d’Italia si parla di 20 euro». Anche Guido Pettarin, a nome dell'assemblea dei sindaci (Cato), nonché l’assessore regionale Sara Vito, hanno parlato del sistema isontino della gestione pubblica dell’acqua come di un’eccellenza non solo a livello locale. Al di là dei reciproci complimenti, la decisione di prolungare la convenzione oltre il 2035, fino al termine dei lavori (si presume una decina d’anni) si lega a una delibera per l’estensione del contratto a Irisacqua, con obiettivo principe la sostituzione delle condutture. «A oggi, gli interventi programmati corrispondono a 250 milioni di investimenti, di cui più della metà sono cantierabili e altri già realizzati. Nel totale c’era e c’è la sostituzione di circa 100 chilometri di condutture in cemento e amianto», ha spiegato Gherghetta, aggiungendo che trovare i 40 milioni mancanti sarà uno dei compiti connessi al progetto. Intanto a giugno è attesa la firma ufficiale per l’estensione della convenzione. E’ stata anche preannunciata un’audizione sul tema alla commissione ambiente del Senato e una convenzione con Arpa per verificare il livello di pericolosità dell’amianto legato al ciclo dell’acqua, per quanto sia stato ribadito che la situazione è ben lontana da essere preoccupante.
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