Via alla campagna di prevenzione Lilt: visite e informazioni

Nell’ambulatorio Nella Arteni di via Francesco di Manzano Per sensibilizzare, da sabato la Loggia sarà illuminata di rosa
Di Rosalba Tello

Reggiseni conformati, parrucche, ma soprattutto foulard. Sono le richieste di contributo più frequenti che giungono alla segreteria della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) nell’ospedale di Udine dalle persone colpite da tumore al seno: le giovani donne, purtroppo sempre più toccate da questo male, non rinunciano alla moda e all’eleganza, e affrontano le conseguenze delle cure chemioterapiche con coraggio, valorizzando il viso con un copricapo colorato.

Se ne è parlato a palazzo d’Aronco a margine della presentazione della campagna “Nastro Rosa”, iniziativa che come ogni ottobre il Comune di Udine sostiene illuminando simbolicamente di rosa la Loggia di San Giovanni. Dei quasi 400 centri e ambulatori della Lilt a disposizione per visite senologiche e informazioni su prevenzione, diagnosi e cura della malattia, tra i più attivi figura proprio il Centro medico di ascolto “Nella Arteni” di Udine, in via Francesco di Manzano (vicino alla sede della Regione), dove nel 2015 sono state visitate circa 250 donne di tutte le età, anche giovanissime.

«In Italia si ammalano di tumore novemila donne, di cui tremila sotto i 65anni, e il numero delle giovani colpite è in aumento – ha riferito il presidente della Lilt, Giorgio Arpino –. La notizia buona è che la percentuale di guarigione dal carcinoma mammario si avvicina al 90%».

«Quest’anno al centro medico Nella Arteni contiamo già 130 colloqui – riporta Sandra Dri, presidente della Consulta femminile Lilt –. Nel 2015 si sono rivolte alla Lilt di Udine 238 donne per la visita senologica, primo step della prevenzione dai 25-30 anni, preceduta dall’autopalpazione già dai 18».

Dai 40 si passa alla mammografia, mentre dai 50 ai 74 anni è la sanità regionale a “chiamare” le donne, invitandole ad eseguire lo screening. «Il Fvg è virtuoso – sottolinea Dri –, in altre parti d’Italia le visite gratuite si fermano a 69 anni. Ma noi chiederemo all’assessore Telesca ancora qualcosa di più, cioè di anticipare lo screening ai 40».

In Friuli Venezia Giulia la percentuale di ammalate appare maggiore proprio perché si effettua una buona prevenzione, e grazie alla diagnosi precoce si riesce a guarire nella quasi totalità dei casi. Le donne in particolare hanno cura della propria salute, sebbene anche i giovanissimi negli ultimi tempi stiano più attenti, grazie all’opera di sensibilizzazione tramite campagne e incontri. Pierpaolo Janes, responsabile del progetto scuola Lilt sezione di Udine che lo scorso anno ha coinvolto 2.500 studenti di 120 classi, conferma un forte interesse da parte dei ragazzi.

«Si ama la vita e la propria salute conoscendosi, la campagna di sensibilizzazione è un potente strumento di tutela», ha aggiunto l’assessore alla salute del Comune di Udine Simona Liguori, avvisando che per disguidi con l’impresa che si occupava di illuminare di rosa la Loggia, quest’anno si partirà solo il 22 ottobre in occasione dell’evento clou della campagna, il convegno «Il carcinoma mammario nell’era dell’analisi molecolare» in programma dalle 9 alle 12.30 in sala Ajace. Una mattinata di lavori dedicata al tumore più diffuso ma anche più guaribile, grazie ai continui miglioramenti dell’assistenza clinica e alle nuove scoperte della ricerca anche in campo biologico, con particolare riguardo alla genetica, sempre più utile per la diagndi Rosalba Telloosi e cura dei tumori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto