Vertenza di Panigai intesa con la famiglia: 2,3 milioni e si chiude

Spilimbergo, transazione bonaria tra Comune ed eredi. La causa avviata nel 1991. Il pagamento in due tranche

SPILIMBERGO. L’accordo c’è e vale 2 milioni 233 mila euro. È questa la somma che il Comune di Spilimbergo si è impegnato a pagare agli eredi di Antonia Tomè Di Panigai per chiudere, con una transazione bonaria, una vertenza giudiziaria che si trascina dal lontano 1991 e che ha visto, per un quarto di secolo, su fronti opposti, l'ente di palazzo di Sopra e la famiglia Di Panigai per un intervento edilizio di ricostruzione male eseguito. Una vicenda passata alla storia della città del mosaico come la causa Tomè-di Panigai.

La vicenda. Il tutto prende le mosse nei primi anni Ottanta, in concomitanza con la ristrutturazione degli edifici lesionati dal sisma del 1976. Tra questi uno stabile in via Vittorio Emanuele, di proprietà di Antonia Tomè di Panigai. La Regione, che aveva gestito tutta l’opera di ricostruzione in Friuli, aveva delegato al Comune (allora era sindaco Vincenzo Iberto Capalozza) l’incarico di seguire i lavori, affidati a una ditta privata.

Al momento di consegnare l’edificio la proprietaria aveva rifutato di ritirare le chiavi, considerando i lavori non eseguiti a dovere. Ebbe così inizio, nel 1991, una causa contro il Comune, considerato responsabile del danno patrimoniale per non avere vigilato sui lavori. Il Comune affidò la difesa all’avvocato Luciano Callegaro.

Il contenzioso. Sia in primo grado sia in appello il Comune vinse la causa, ma nel 2009 la Cassazione annullò la decisione del tribunale di Trieste rimettendo tutto in discussione. Di anni ne sono passati, diverse amministrazioni comunali si sono succedute, e così diversi legali.

Nel frattempo è deceduta Antonia Tomè di Panigai. Il contenzioso non solo è rimasto in piedi, ma una sentenza emessa nel maggio del 2012 dalla Corte d’appello di Trieste avrebbe condannato il Comune a risarcire gli eredi con una cifra pari a circa 3 milioni di euro.

Cifra tale da affossare il bilancio del Comune, tanto da indurre l’amministrazione Francesconi, da un lato, a impugnare, attraverso i propri legali (gli avvocati Fabio Padovini e Mattia Callegaro) la sentenza della corte d'appello davanti alla Cassazione, dall'altro a ricercare una transazione bonaria con gli eredi di Antonia Tomè di Panigai.

L’intesa. L’accordo è stato oggi raggiunto sulla base della cifra di 2 milioni 333 mila euro, risarcimento che il Comune si è impegnato a pagare in due tranche: 1 milione di euro subito, il restante 1 milione 333 mila euro entro la fine dell'anno.

Una volta effettuato il pagamento degli importi pattuiti le parti abbandoneranno il giudizio pendente davanti alla corte di Cassazione, e su questa vicenda verrà posta la parole fine.

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