Val Raccolana in ginocchio dopo l’incendio

CHIUSAFORTE. L'anno scorso un incendio boschivo paralizzò per oltre un mese, dal 14 luglio al 16 agosto, la Val Raccolana ripercuotendo gli enormi effetti negativi sull’attività turistica di Sella Nevea, dove un luglio piovoso come mai in passato, continua a mettere a dura prova gli operatori che sperano in un normalizzarsi, finalmente, delle condizioni meteo.
Ma ci vorrà del tempo, almeno un ventennio al bosco per riprendersi. Proprio un anno fa, l’8 agosto, i parroci della zona celebrarono una funzione religiosa nella chiesa di Saletto, circondata dall’acre fumo dell’incendio che continuava a infierire nei boschi fin nei pressi della Malga del Montasio, per pregare e invocare il Signore perchè potesse fermare il fuoco. Preghiere, con il senno di poi, ascoltate in quanto si riuscì, anche con la collaborazione di squadre antincendio straniere, a impedire che le fiamme raggiungessero le malghe. Nei giorni seguenti poi ci fu un rallentamento del fuoco tantè che l’indomani di Ferragosto la situazione ritornò sotto controllo.
Era trascorso, dunque, più di un mese di lotta assidua, da quando, era domenica 14 luglio, durante la festa di Patocco, fu notato del fumo sospetto salire verso il cielo, dal monte Jovet. «Da allora, l’operare della squadra comunale della Protezione civile comunale è stato costante e assiduo – ricorda il responsabile Enrico Marcon -. Per più di un mese abbiamo dormito pochissimo.
Durante la massima emergenza, quando si trattava di difendere gli abitati, sopratutto quello del borgo di Patocco in azione, c’era giornalmente un centinaio di persone, tra volontari, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali regionali e dello Stato, Pompieri volontari di Moggio e della Valcanale, senza contare l’ottimo supporto dei Carabinieri per l’ordine pubblico, visto che per giorni è stata chiusa la strada per Sella Nevea. Ma fondamentali per domare le fiamme, sono stati, sopratutto, i quattro Canadair, gli speciali elicotteri della Forestale e quelli della protezione civile».
E considerando che nello stesso periodo preoccupava moltissimo anche il fronte del fuoco in Canal del Ferro, tra Pietratagliata e Saletto di Dogna, dove si dovette chiudere per più giorni la Ss 13 e per mesi la pista ciclabile, quella che si dovette affrontare l’anno scorso fu proprio una emergenza di grandi dimensioni. «I Vigili del Fuoco, appunto – ricorda il sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro – confermarono che quella che ci investì fu una calamità di entità tale che non ha riscontri a livello nazionale. Basti una dato: da Patocco a Malghe Montasio il fronte del fuoco era di una decina di chilometri».
Ora l’incubo vissuto dagli abitanti delle aree colpite e dagli addetti ai lavori, fa parte del passato, ma è sempre viva la riconoscenza della popolazione nei confronti di chi ha operato per loro e proprio sabato, durante la messa celebrata nella chiesa di Saletto, l’arcivescovo di Udine Mazzoccato, ha dato risalto alla grande forza della solidarietà che unisce le genti.
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