Uti, la disobbedienza costa: 1,5 milioni in meno nel 2018

Sacile. Il taglio dei trasferimenti regionali al centro del dibattito in commissione bilancio. Presentato il consuntivo 2015. Ceraolo: «Abbiamo conti trasparenti e in regola»
foto missinato - sacile piazza del popolo vedute
foto missinato - sacile piazza del popolo vedute

SACILE. «Sacile ha i conti pubblici trasparenti e in regola»: lo ha affermato il sindaco Roberto Ceraolo, il quale assieme a Giovanni Pavan della ragioneria municipale, ha illustrato in commissione consiliare bilancio il rendiconto di gestione 2015.

«L’avanzo di amministrazione disponibile assomma a 3.457.945,90 euro» ha specificato. Il problema, caso mai, sarà il passaggio al bilancio armonizzato, quello che costringe a carichi di lavoro sino a notte fonda lo staff della ragioneria comunale.

«La fase di passaggio – ha detto Pavan – è quella tra vecchi principi contabili e l’armonizzazione di bilancio». Una rivoluzione che andrà a regime nel 2017: intanto il problema è quello di “smaltire” i residui. La curiosità a margine del documento contabile? «Un corso introduttivo alle operazioni di bilancio».

La richiesta di alcuni consiglieri comunali sarà esaudita, con il placet del sindaco Ceraolo. Dopo l’estate tutti a scuola, in cattedra saliranno i revisori dei conti.

Il bilancio. Passaggio in giunta a giorni e, dopodichè il bilancio 2016 sarà varato in consiglio comunale fra poche settimane. Il dato che emerge nel rendiconto 2015: il taglio dei trasferimenti regionali ordinari, che nel 2009 erano 5.084 milioni di euro e nel 2015 sommavano 4.179.

Il bilancio 2016 sarà varato “fuori” dall’Uti Livenza e la penalizzazione potrebbe essere morbida: circa 300 mila euro. Insostenibile, invece, sarà nel prossimo biennio.

«Il Comune di Sacile ha rifiutato l’accesso nell’Uti Livenza perché ritiene penalizzante la riforma amministrativa regionale» ha ribadito Ceraolo, osservando che nel 2017 il costo della “disubbidienza” «potrebbe essere la penalizzazione di un milione di euro per le casse comunali, di 1,5 milione di euro nel 2018».

A bilancio 2016 il tesoretto di 300 mila euro per un lotto da destinare alla costruzione della nuova scuola in via Flangini e l’attenzione al progetto del Parco urbano. Per realizzare opere pubbliche ci sono 3 milioni di euro nel 2016, cui si aggiunge il finanziamento regionale di 3,5 milioni di euro per la Gronda est.

Nel bilancio del Comune manca circa un milione di euro: introiti “fantasma” su violazioni del Codice della strada e pagamenti di tasse e servizi erogati dal Comune.

Cara Irpef. È difficile rimodulare l’addizionale Irpef comunale: l’alternativa sarebbe un ulteriore aumento della pressione fiscale sugli immobili. L’esenzione per i redditi è sino a 15 mila euro, dopodichè le aliquote sono graduate sui diversi scaglioni di reddito tra lo 0,45 e lo 0,70%.

L’Irpef fa incassare al Comune oltre un milione di euro all’anno: circa l’85% è a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. I sindacati hanno proposto di graduare la in ragione dell’Isee familiare.

Il sindaco Ceraolo controbatte a chi lamenta un eccesso impositivo rilevando che i contribuenti sacilesi sono soggetti a una pressione tributaria locale tra le più basse in assoluto nel Pordenonese.

«Quando gli immobili danno un reddito il problema è relativo – ha evidenziato il primo cittadino – Diventa invece serio quando gli immobili non producono reddito e sono un peso per i contribuenti, che non riescono nemmeno a venderli. La crisi è evidente nel settore immobiliare».

Sono numerose le domande presentate in Comune per la declassificazione dei terreni da edificabili ad agricoli: è un metodo per scalare le tasse.

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