Utero in affitto, Schiratti (Pd) plaude all’assoluzione

Paola Schiratti, esponente del Pd e presidente dell’associazione “Le donne resistenti” plade all’assoluzione della coppia friulana accusata di aver avuto due gemelli in Ucraina dove l’utero in affitto non è fuori legge. «Come tante altre coppie italiane anche due coniugi friulani che non hanno potuto avere figli si sono rivolti all’estero per riuscire a diventare genitori - dice la Schiratti -. Hanno scelto l’Ucraina, dove i costi sono inferiori che altrove, per mettere al mondo i loro bambini, due gemelli, la tecnica è stata la fecondazione artificiale e l’utero in affitto. Tutto regolare in Ucraina, in Italia no, sono stati accusati dalla Procura di aver falsificato il certificato di nascita dei bambini, che hanno ormai compiuto due anni. Hanno rischiato il carcere e di perdere la patria potestà. Ma fortunatamente sono stati assolti dal giudice Daniele Faleschini Barnaba in quanto il fatto non sussiste». Per la Schiratti è «uno degli effetti della brutta legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita. In questi 10 anni - sottolinea - 2 mila coppie italiane ogni anno si sono recate all’estero per risolvere il loro problema e hanno potuto farlo esclusivamente coloro che possono spendere cifre molto consistenti, fino a decine di migliaia di euro, in tentativi che non sempre riescono, correndo, come in questo caso, rischi gravi nei passaggi burocratici dai paesi dove i bambini sono nati all’Italia. La Corte costituzionale - ricorda - ha cancellato questa legge discriminatoria, giudicata incostituzionale. Da oggi in Italia, come in tutti gli altri paesi europei, cade il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa, cioè ricorrere a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta».
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