URBANISTICA »IL DIBATTITO SULLA CITTÀ DEL FUTURO

di Stefano Polzot
«Un eco-mostro? L’etimologia di mostro deriva da fuori dal comune e in effetti il nostro intervento è proprio fuori dal comune». Felice Lasalvia di Clemente, patron della società Acquazzurra che sta realizzando il progetto di ristrutturazione di piazza Costantini, salernitano di nascita ma veronese d’adozione, non si scompone difronte alle critiche per aver soffocato l’area con un nuovo palazzone di dieci piani. «Quando siamo arrivati qui - ha commentato ieri alla presentazione di Punto cardinale - le volumetrie c’erano già, non abbiamo fatto altro che applicarle». A confermarlo il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, intervenuto insieme all’assessore all’Urbanistica, Martina Toffolo: «E’ la prima volta che ci incontriamo - afferma - perché non ci sono stati mai problemi. Si sta completando un intervento progettato sei anni fa e che contribuisce a qualificare un percorso che va da piazza Risorgimento a largo San Giorgio per concludersi in corso Garibaldi. La nuova e verde piazza Costantini sarà di qualità e anche il cantiere è stato fin qui gestito al meglio».
L’investimento della società, come ha precisato Lasalvia, proprietario anche della catena di negozi Naturasì, è di 25 milioni di euro per un complesso che ospiterà 70 appartamenti e una serie di negozi e servizi. Un progetto, redatto dagli architetti Stefano Colin, Marco Pivetta, Valentina Angelone e Daniele Formaggioni, che insiste molto sulle nuove tecnologie, a partire dall’autosufficienza energetica garantita con pannelli fotovoltaici e un impianto geotermico. «Ciò assicurerà - ha spiegato Lasalvia - 70 litri d’acqua al giorno per abitante a 70 gradi». Il complesso, in classe energetica A, godrà di un innovativo sistema di domotica: ai proprietari sarà consegnato un Ipad per governare la casa. In agenda anche un sistema di videosorveglianza con guardia giurata, il car sharing condominiale, un mega pannello pubblicitario che ridurrà le spese comuni degli abitanti, e un asilo nido. Il 15 per cento degli appartamenti sarà dato in affitto, mentre per i restanti (già opzionate 4 case e 1 negozio, consegna tra 15 mesi) i prezzi non sono certo alla portata di tutti: 3 mila euro al metro quadro.
Non tutti, però, brindano all’intervento. E’ il caso di Annalisa Furlan, che abita in zona, che ha coniato il termine ecomostro. «Non si può non vederlo - afferma - è enorme, un pugno nello stomaco per gran parte dei residenti in zona. E non mi riferisco solo all’estetica, che è una questione soggettiva, ma al fatto che ci ha tolto la luce del sole. Sembrerà una banalità, ma trovarsi senza luce mortifica l’anima. In casa si sta male, al buio, avvolti in un crepuscolo perenne». Senza contare «che in vicolo Tommaseo ormai non si passa. E dire che la modernità e la tecnologia dovevano farci vivere meglio».
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