Uno scrittore pordenonese “riscrive” la leggenda dei Beatles

In un romanzo ambientato a Venezia immagina la morte di Paul McCartney subito dopo un concerto

PORDENONE. Tra le leggende che circolano sui miti della storia del rock quella della morte prematura del Beatle Paul McCartney è una delle più affascinanti e misteriose.

La storia risale a 50 anni fa e ha ispirato tanta letteratura, pro e contro la tesi “complottista” che vorrebbe addirittura disseminati, nelle copertine dei dischi e nelle canzoni dei ragazzi di Liverpool, gli indizi a conferma della morte del bassista del gruppo.

Nel libro “The Beatles in Venice” (pubblicato dalla casa editrice Kimerik) del pordenonese Alessandro Tonutti, l’autore gioca con la leggenda “Pid” (Paul is dead, Paul è morto) in una chiave inedita e originale, calandola a Venezia e dintorni e trasformandola in un thriller dal finale inatteso.

«Portare i Beatles a Venezia non è stato semplice, ma nessuno ci aveva mai pensato – racconta Tonussi –. L’ispirazione è nata dal grandioso concerto dei Pink Floyd in Laguna, riportato indietro di vent’anni».

Il racconto è ambientato negli anni Sessanta, in quell’atmosfera euforica che si alimentava dei propri miti, e i Beatles erano tra questi. Precisamente nel 1966, l’anno della presunta morte di McCartney, che avrebbe perso la vita in un incidente stradale per poi essere “rimpiazzato” con un sosia.

E come dimenticare la sconvolgente dichiarazione che John Lennon rilasciò in un’intervista (sempre del '66): «Non so cosa scomparirà prima, se il rock’n’ roll o il Cristianesimo, ma ora siamo più famosi di Gesù». Parole che sconvolsero il mondo cattolico, al punto che i fanatici religiosi dichiararono guerra aperta ai ragazzi di Liverpool.

È in questo clima che Tonussi s’immagina il gruppo arrivare in Laguna. «I Beatles scelgono di esibirsi a Venezia – rivela l’autore –, la città in cui, negli anni precedenti, Papa Giovanni XXIII fu patriarca prima della nomina a pontefice». Paul McCartney sparisce e viene chiesto un riscatto.

Tutte le strade portano a pensare al rapimento, ma Scotland Yard è convinta si tratti di uno scherzo dei Beatles. Ogni elemento, nel libro, viene riportato alla realtà documentata di quei giorni in cui si consumò la presunta morte che diede poi origine alla leggenda “Pid”.

“The Beatles in Venice” ha anche uno scopo benefico: per ogni copia venduta, un euro sarà devoluto alle popolazioni colpite dall’alluvione in Veneto.

Libero professionista con il pallino della scrittura, Alessandro Tonussi, 48 anni, è conosciuto a Pordenone, anche se non vi abita più. In città ha gestito sino al 2003 il bar ristorante Woody, mentre a Cordenons ha guidato la storica birreria Monaco di piazza della Vittoria.

«Scrivo per passione – afferma –, spingendo la mente laddove la realtà non può arrivare: ognuno di noi, prima o poi nella vita, pensa di uccidere qualcuno. È il buonsenso che non ce lo lascia fare. L’elemento comune a tutte le mie storie è il crimine, interpretato sempre da personaggi famosi, con cui è più facile identificarsi».

C’è un romanzo che, da diverso tempo, sta cercando di scrivere, ambientato in una Pordenone un po’ rivisitata, dove piazza XX Settembre è occupata da un mega centro commerciale. «La trama c’è, manca un personaggio famoso da poter inserire, in maniera credibile, a Pordenone. Spero di trovarlo presto».

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