Università, sempre meno fondi

Tagliati altri 1,6 milioni. A Trieste, con meno iscritti, 13 milioni in più
Sempre meno fondi all’università di Udine, con sede anche in via Prasecco a Pordenone. Per il secondo anno consecutivo il ministero taglia il Fondo di finanziamento ordinario all’ateneo friulano. Rispetto al 2016, nell’anno incorso riceverà 1,6 milioni di euro in meno. Confrontando il dato con la situazione dello scorso anno, quando il calo rispetto al 2015 era pari a 1 milione 164.765 euro, è evidente che Udine resta tra gli atenei penalizzati dai nuovi criteri di assegnazione. Va subito chiarito però che il confronto con gli anni precedenti è stato effettuato sul dato comprensivo delle quote base, premiale e perequativo. La puntualizzazione è doverosa perché sommando le quote che vengono assegnate una tantum e quelle straordinarie molto probabilmente il taglio scenderà a circa 1,3 milioni di euro. Pubblicato ieri, il decreto è al vaglio del vertice dell’ateneo friulano. Impegnato a Roma, il magnifico rettore, Alberto Felice De Toni, ha incaricato i suoi più stretti collaboratori a effettuare la prima valutazione.


Noi ci limitiamo alle tabelle disponibili sul sito del Miur dalle quale risulta evidente che né Udine né Trieste sono nel gruppo dei 21 atenei che si sono visti aumentare il Fondo di finanziamento. Tra questi, delle università del Friuli Venezia Giulia c’è solo la Sissa. Complessivamente il Fondo assegnato a Udine ammonta a 69 milioni 226 mila 740 euro, L’1,89 per cento in meno rispetto allo scorso anno. Il dato che disturba Udine è che se saranno confermate le rilevazione sugli iscritti effettuate nell’ottobre 2016, e ché con un numero di studenti superiore a quello a Trieste, l’ateneo friulano riceve 13 milioni 661 mila 106 euro in meno rispetto all’università di Trieste, la quale quest’anno incasserà 82 milioni 887 mila 876 euro.


Le valutazioni sono in corso per capire se sono stati i nuovi criteri introdotti qualche mese fa a penalizzare l’ateneo friulano o se, invece, i risultati ottenuti non sono stati valutati correttamente a Roma. Certo è che già lo scorso anno, il rettore, di fronte a una situazione più o meno analoga, si diceva preoccupato non è tanto per il valore complessivo del taglio quanto per il calo della cifra ricevuta in base ai risultati raggiunti. Si vedrà. Anche perché complessivamente il fondo di finanziamento ordinario 2017 ammonta a 6 miliardi 982 milioni di euro e registra un incremento di 62,5 milioni (+0,9 per ceto) rispetto al 2016.


Valutazioni a parte, la realtà è che l’università di Udine dovrà ridurre i costi di funzionamento di oltre un milione di euro. Una politica in corso da tempo negli uffici di palazzo Florio. Quasi tutti i rettori che si sono susseguiti all’università di Udine hanno tuonato contro il mancato aumento del Ffo prima e ora contro il taglio dei fondi statali. Quest’anno, però, Udine è in buona compagnia. Oltre a Trieste altri 42 atenei si ritrovano con un Fondo di finanziamento ordinario ridotto rispetto all’anno prima. Facile immaginare che a livello nazionale non mancheranno le contestazioni anche se il tetto massimo di riduzione fissato al 2,5 per cento rispetto all’anno prima non è stato superato: la punta massima del taglio non va oltre l’1,94 per cento.


Il decreto del Miur, però contiene anche qualche novità. Non ultima quella relativa ai fondi, stiamo parlando di 55 milioni di euro, per la no tax area che consentono agli atenei di esonerare gli studenti con Isee fino a 13 mila euro e tasse calmierate a chi ha un Isee fra 13 e 30 mila euro. Dalle prime analisi, chi ha portato a casa più fondi sono gli atenei storici come Bologna, La Sapienza, Bari, Palermo e Padova. Più ricca la quota distribuita in base al merito che tiene conto della qualità del reclutamento valutato in base alla produzione scientifica e l’autonomia responsabile. Premiate Tor Vergata, la Statale di Milano e Bari. Perdono Bologna e Cà Foscari.


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