Nuovo centro di alta formazione a Gemona: così il modello Friuli insegna la resilienza

Inaugurato UniUd ResilHub: i professionisti saranno impegnati nel comitato operativo della Protezione civile con funzioni di raccordo tra enti

Sara Palluello

Da città simbolo della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976 a modello internazionale di resilienza territoriale. È questo il passo che ha fatto sì che a Gemona potesse nascere il nuovo centro di alta formazione dedicato alla resilienza e alla gestione delle crisi complesse.

L’inaugurazione

Negli spazi storici di palazzo Fantoni, è stata inaugurata Uniud ResilHub, la scuola laboratoriale in resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Università di Udine, pensata come punto di riferimento per lo studio, la formazione e la sperimentazione di strategie capaci di affrontare un mondo sempre più esposto a rischi sistemici.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Gemona, Roberto Revelant, del rettore dell’ateneo Angelo Montanari e dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, il direttore della scuola, Stefano Grimaz, ha illustrato il progetto.

La mattinata è proseguita con gli interventi di Amedeo Aristei, direttore centrale della Protezione Civile Fvg e dell’assessore regionale delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi.

Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. La scelta di Gemona non è casuale. «Nel 1976 Gemona fu epicentro di distruzione – le parole del rettore –. Con questa scuola vogliamo che diventi epicentro di saperi, proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma».

La struttura

Questa nuova struttura nasce in stretta sinergia con la cattedra Unesco in sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza e si propone come un vero laboratorio di idee e competenze. L’obiettivo è affiancare alla didattica tradizionale un approccio operativo, capace di tradurre conoscenze scientifiche ed esperienze concrete in strumenti utili per affrontare emergenze e scenari di crisi.

In un contesto globale segnato da disastri di origine naturale, pandemie, mutamenti climatici e crisi socio-economiche, la resilienza – concetto sempre più centrale anche nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – diventa la capacità non solo di reagire a un evento critico, ma di prepararsi in anticipo, riducendone gli effetti e trasformando la crisi in occasione di miglioramento.

«Siamo immersi in un’epoca di crisi interconnesse – ha spiegato Grimaz –. La resilienza oggi non significa solo recuperare la normalità dopo un evento, ma costruire sistemi capaci di adattarsi e migliorare. Parliamo di resilienza trasformativa: utilizzare la caduta per introdurre innovazioni e rafforzare il sistema». Proprio questa visione è alla base dell’impostazione metodologica della scuola, che si fonda su rigore scientifico, esperienze operative e dialogo tra istituzioni, tecnici e operatori.

Il corso intensivo

A inaugurare le attività è il corso intensivo “Resilience Officer”, sviluppato insieme alla Protezione civile Fvg. Si tratta di un percorso avanzato di 40 ore destinato a circa 30 partecipanti, tra i quali figurano rappresentanti di quattro direzioni centrali della Regione, delle prefetture di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone, dei vigili del fuoco e della Guardia costiera di Trieste. Tra i partecipanti E-Distribuzione, Fibercop, Cafc, Acquedotto Poiana, Ferrovie dello Stato Italiane, Ferrovie Udine Cividale, Autostrade Alto Adriatico, Autostrade per l’Italia, Anas, Fvg Strade, Edr di Trieste Udine, Gorizia e Pordenone, Arriva Udine e Apt Gorizia.

Il corso punta a formare professionisti capaci di operare all’interno del Comitato regionale per le emergenze, la struttura in cui vengono prese decisioni strategiche durante situazioni critiche. «Il Resilience Officer è una figura che facilita il dialogo tra istituzioni, operatori tecnici e infrastrutture strategiche – ha chiarito Aristei –. L’obiettivo è mettere in relazione competenze diverse per prendere decisioni consapevoli e rapide nei momenti di crisi».

Il percorso formativo sarà organizzato in due moduli residenziali al Centro servizi per le foreste e le attività della montagna di Paluzza e si concluderà con una simulazione operativa nella sede della Protezione civile a Palmanova. Oltre al Resilience Officer la scuola prevede ulteriori sviluppi quali il Resilience advisor, il Resilience manager e il Resilience specialist. Alla guida di Uniud ResilHub ci sarà Stefano Grimaz in qualità di direttore.

Il comitato

Il comitato di direzione comprende il rettore Angelo Montanari, il delegato per la sede di Gemona Andrea Cafarelli e Grimaz.

Il consiglio scientifico riunisce, invece, competenze multidisciplinari: Cristiano Crescentini per la comunicazione, Roberto Pinton per la sicurezza alimentare e l’agricoltura, Giorgio Alberti per gli ecosistemi e le nature-based solutions, Andrea Brunello per la gestione dei big data, Elena D’Orlando per governance e legislazione e Amedeo Aristei per la Protezione civile.

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