Dall'aula ai vertici delle aziende: Economia a Udine compie 40 anni e lancia la sfida all'Intelligenza Artificiale

Conclusi i festeggiamenti nel campus dell'Ateneo tra dibattiti sulle crisi globali, cabaret dei Papu e musica jazz. Spunta il progetto dell'associazione "Alumni" per unire gli ex studenti

Annachiara Baratto

 

«Quarant’anni di didattica, ricerca e impegno per il territorio e la comunità». Con queste parole il direttore del dipartimento di Scienze economiche e statistiche, Paolo Vidoni, ha sintetizzato il significato della celebrazione per i quarant’anni dei corsi di laurea in area economica e bancaria dell’Università di Udine: non una semplice ricorrenza, ma un’occasione per tracciare un bilancio e rilanciare lo sguardo verso il futuro.

Docenti, studenti, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo si sono ritrovati nel campus del dipartimento, in via Tomadini 30, per ripercorrere una storia iniziata nell’anno accademico 1985-1986 con la nascita della facoltà di Economia. Da allora il percorso è cresciuto fino a diventare una delle realtà più solide dell’Ateneo friulano, capace di formare quasi 13 mila laureati, con oltre 2.100 studenti iscritti, 8 corsi di laurea, un dottorato di ricerca, 7 master e diversi percorsi di alta formazione.

Ad aprire la celebrazione sono stati il direttore Vidoni e il rettore Angelo Montanari. Nei loro interventi è emerso un filo conduttore comune: il valore di una struttura che in quarant’anni ha saputo accompagnare la crescita dell’Ateneo udinese e contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio. Dietro ai numeri, ha sottolineato Vidoni, ci sono «persone, percorsi di vita e professionali» che testimoniano quanto la formazione universitaria abbia inciso sul tessuto produttivo regionale. Un anniversario che, ha precisato, «vuole essere l’occasione per ringraziare chi ha costruito questa realtà e rilanciare nuove sfide: innovazione nella didattica, crescita della ricerca, internazionalizzazione e un rapporto ancora più stretto con imprese e istituzioni». Tra gli obiettivi annunciati anche la costituzione di un’associazione Alumni, destinata a mantenere vivo il legame con gli ex studenti, protagonisti della giornata.

Il rettore Montanari ha invece evidenziato il ruolo strategico del Dipartimento all’interno dell’Ateneo. «Il tratto distintivo è l’equilibrio tra radicamento territoriale e apertura internazionale», ha osservato, ricordando il contributo che ricerca e insegnamento continuano a offrire alla crescita dell’Università. Anche il vicesindaco Alessandro Venanzi, intervenuto nel corso della cerimonia, ha richiamato il valore della formazione come leva per il futuro. «La laurea è un importante acceleratore di opportunità, ma non può essere considerata un punto di arrivo», ha affermato, ricordando come il compito delle istituzioni sia creare le condizioni affinché i giovani talenti possano scegliere di costruire il proprio futuro sul territorio.

Dopo il racconto dei quarant’anni di storia affidato ai professori emeriti Flavio Pressacco, Gian Nereo Mazzocco e Cristiana Compagno, insieme all’ultima preside della facoltà di Economia, Marina Brollo, l’attenzione si è spostata sulle testimonianze di chi, partendo da quelle stesse aule, ha costruito importanti carriere nel mondo delle imprese, delle professioni e delle istituzioni.

«È bello vedere qui gli studenti che allora hanno iniziato questo percorso e quelli che oggi stanno costruendo il futuro del dipartimento», ha osservato Mazzocco, sottolineando come ogni anniversario rappresenti non solo un traguardo, ma anche una tappa di crescita. Particolarmente emozionante la consegna delle targhe ai tre professori emeriti, riconoscimento per il contributo offerto alla nascita e allo sviluppo degli studi economici a Udine.

La giornata è proseguita con tre tavole rotonde dedicate alle grandi sfide dell’economia contemporanea, dalle crisi globali al rapporto tra mercato e regole, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, che hanno visto confrontarsi dodici laureati dell’Ateneo oggi ai vertici di aziende, istituzioni e organizzazioni. Un dialogo concreto tra università e mondo del lavoro che ha rappresentato un forte messaggio: celebrare il passato significa costruire il futuro. La giornata si è conclusa con il cabaret de I Papu, la musica jazz e il dj set finale, chiudendo un anniversario che ha saputo coniugare memoria, confronto e uno sguardo alle sfide del futuro.

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