Unioni territoriali, il dilemma dei bilanci

I sindaci Ceraolo e Moras propongono una tregua armata per salvare i conti comunali in sofferenza

SACILE. I primi cittadini di Sacile e Brugnera non tifano per l’Unione territoriale intercomunale Livenza, anzi, ma sono realisti. Serve una tregua armata: per salvare i bilanci 2017 e 2018. «Attendiamo il pronunciamento del Tar il 26 maggio» hanno specificato ieri Roberto Ceraolo (Sacile) e Ivo Moras (Brugnera). «Prevalga la ragionevolezza al tavolo che l’Anci ha aperto in Regione» ha aggiunto Ceraolo. La Lega Nord, nel frattempo, apre al dialogo. Soffiano venti nuovi sull’Uti Livenza. I Comuni che hanno aderito sono Aviano, Caneva, Budoia: il ricorso al Tar è stato inoltrato da Sacile e Brugnera. Polcenigo ne ha discusso ieri sera in consiglio comunale

Pro e contro. I Comuni che non chiuderanno il bilancio rischiano il commissariamento, l’anticamera di nuove elezioni amministrative. Chi le vuole? Le Uti nasceranno il 15 aprile: le penalità per i Comuni non aderenti potrebbero scattare in estate, con la riduzione del 7,5% del fondo di perequazione agli enti disubbiedienti. «Ci sono Comuni che non ce la fanno a chiudere il bilancio 2016 – ha verificato Vannia Gava coordinatrice regionale leghista e vicesindaco a Sacile – Dobbiamo far pagare ai cittadini le bizze della Regione? Andiamo avanti con la lotta ma comprendiamo e ascoltiamo le difficoltà dei Comuni». La linea morbida sull’Uti Livenza è quella indicata dal sindaco Mario Della Toffola a Polcenigo, il quale si confronta con le risorse reali: per le municipalità disubbidienti è pronto il taglio delle risorse. «I piccoli Comuni – ha valutato Gava – non ce la faranno a sopportare i tagli 2016. La Regione si esprima con un atto di coscienza amministrativa».

Regolamenti e fusioni. Il no alle unità territoriali è ribadito dal consigliere comunale di Polcenigo Egidio Santin. «La Lega Nord sarà determinante per bocciare il regolamento, è una questione che va oltre gli steccati destra-sinistra» commenta. E aggiunge: «Bisogna bloccare anche la fusione dei Comuni di Polcenigo e Budoia». L’ex vicesindaco non ha dubbi. «Polcenigo non segua l’esempio di Caneva, dove il Carroccio ha approvato il Regolamento dell’Uti. La contrarietà deve essere ferma anche sulla proposta di fusione tra Polcenigo e Budoia che dice addio all’identità comunale».

Chiara Benotti

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