Unindustria incontra Franceschini

PORDENONE. In concomitanza con l'apertura della cosiddetta "investigazione" da parte del Gruppo Electrolux sulla sostenibilità delle proprie attività produttive in Italia, i vertici di Unindustria Pordenone, rappresentati dal presidente Michelangelo Agrusti e dal direttore Paolo Candotti, si sono immediatamente attivati con la Presidenza del Consiglio per esaminare la situazione competitiva descritta dai vertici del Gruppo svedese e soprattutto per individuare alcune possibili linee d'intervento a difesa e stimolo dell'intero settore elettrodomestico che, con oltre 100.000 addetti, rappresenta il secondo comparto manifatturiero del Paese.
Nel corso di un incontro a Palazzo Chigi, con la presenza anche del Ministro Dario Franceschini, oltre ad esaminare approfonditamente le principali cause della perdita di competitività delle attività italiane (alto costo del lavoro e alti costi energetici in primis ) sono state valutate alcune ipotesi di lavoro che, già a partire dalla legge di stabilità in discussione in Parlamento, possano iniziare a tracciare un percorso di recupero competitivo.
In particolare, Unindustria ha auspicato un intervento del Governo indirizzato non solo alla gestione di una potenziale emergenza occupazionale ma piuttosto alla formulazione di una concreta politica industriale di difesa del settore articolata in azioni di breve termine quali ad esempio la riduzione progressiva (ovvero articolata in 3-5 anni) e selettiva (ovvero concentrata in alcuni settori strategici più esposti alla competizione globale, quali appunto l'eldom) del cuneo fiscale contributivo.
Secondo in azioni di medio lungo termine a sostegno dei processi di ricerca e innovazione per lo sviluppo di produzioni a maggior valore aggiunto, per il rafforzamento delle filiere e per una più efficace integrazione tecnologica tra settori affini.
Il Governo ha fornito ampie rassicurazioni sul fatto che seguirà da vicino la situazione garantendo altresì il proprio impegno a lavorare nella direzione proposta e a rendere concreti interventi che possano incidere positivamente sulla competitività dell’intero settore così da scongiurarne un pericoloso ridimensionamento.
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