Unesco, Palmanova è nella finale a sei

PALMANOVA. Novità sul fronte della candidatura Unesco di Palmanova all’interno del sito transnazionale che riunisce diverse città fortificate veneziane: l’Icomos, l’ente di valutazione dei progetti di candidatura, organismo consultivo dell’Unesco, ha espresso un parere favorevole alla candidatura “Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”, anche se alcune città non hanno superato la sua valutazione.
Il giudizio pienamente positivo lo hanno portato a casa Bergamo, Palmanova e Peschiera per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia e Cattaro per il Montenegro. Gli altri (il sistema difensivo della laguna di Venezia per l’Italia, Curzola e Lesina per la Croazia e Castelnuovo e Dulcigno per il Montenegro) sono ad ora esclusi.
Per la presidente Serracchiani questo pronunciamento costituisce “un fortissimo segnale che premia il lavoro svolto fin qui da Regione e Comune” . «Manteniamo intatto – dichiara – l’impegno a fare della Città stellata un centro d’attrazione turistico, storico e culturale di prima grandezza, inserita a pieno titolo negli itinerari europei... Per il Friuli Venezia Giulia ha un significato particolare che l’Adriatico e il suo hinterland siano collegati da un percorso che assegna un valore unificatore a opere un tempo destinate a funzioni militari» .
La valutazione favorevole è espressa informa di raccomandazione per il Comitato del Patrimonio mondiale all’Unesco che dovrà prendere una decisione definitiva sulla candidatura che riunisce i sistemi difensivi “alla moderna” più rappresentativi della Repubblica di Venezia, durante l’assemblea generale Unesco che, quest’anno, si terrà a Cracovia dal 2 al 12 luglio.
«Questa ulteriore conferma – commenta il sindaco Francesco Martines – ci riempie di gioia ed entusiasmo. Era una tappa fondamentale, un passaggio complesso nell’iter di valutazione e da oggi l’abbiamo superato. Palmanova, assieme a tutti i partner del sito transnazionale, ha fatto un passo decisivo verso il riconoscimento Unesco. Ora continueremo a lavorare fino all’appuntamento decisivo di Cracovia.
Ringraziamo la presidente Serracchiani perché nel lungo e difficile percorso realizzato finora, un ruolo fondamentale è stato svolto dalla Regione”». La proposta italiana croata e montenegrina è stata ridimensionata, ma mantiene la sua forza di essere una candidatura transnazionale e ha superato il vaglio di Parigi, un passaggio cruciale per poter concretamente sperare di entrare quest’estate nella lista del Patrimonio Unesco. Appuntamento quindi ora a Cracovia.
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