Una udinese inventa un nuovo software per l’osteoporosi

Francesca Cosmi ha creato uno strumento diagnostico non invasivo Si chiama Bestest e sarà presentato stasera all’ordine del Medici

UDINE. Affrontare l’osteoporosi attraverso un nuovo strumento diagnostico. Stasera, alle 20.30, all’ordine dei Medici in via Diaz 5 a Udine, la professoressa Francesca Cosmi, insieme ad Alessandra Nicolosi e ad Arianna Adorati Meregato, presenteranno al pubblico il «Bestest», un nuovo approccio della diagnostica della malattia.

L’udinese Francesca Cosmi, laurea in ingegneria meccanica e dottorato di ricerca al Politecnico di Milano e professore associato all’università di Trieste, ha fatto ricerca all’estero (Jpl Nasa-CalTech, university of California at Berkeley).

Da oltre dieci anni lavora a un progetto per migliorare l’identificazione dei soggetti a rischio di frattura per il quale ha vinto diversi premi e, recentemente, con la figlia Alessandra Nicolosi ha fondato la M2Test srl, per poter portare al pubblico i risultati delle sue ricerche attraverso un servizio di analisi della qualità dell’architettura ossea: il Bestest (Bone elastic structure test).

Professoressa Cosmi, il suo test non invasivo sarà di aiuto a molte donne, può spiegarci, in parole semplici, di che cosa si tratta e quando è opportuno farlo?

«Pensiamo alla torre Eiffel, con la sua architettura intricata che ricorda quella della struttura interna dell’osso. Se potessimo smontare le travi che la compongono e le rimontassimo poi a casaccio... otterremmo una struttura che ha la stessa densità dell’originale ma che non potrebbe mai stare in piedi. Il Bestest elabora le radiografie acquisite in corrispondenza delle nocche di indice, medio ed anulare della mano non dominante, ottenute mediante un apparecchio radiologico portatile operante a dosi bassissime di radiazione, molto inferiori a quelle della densitometria. Queste immagini diventano il punto di partenza per una serie di simulazioni, grazie alle quali in pochi secondi è testato il comportamento meccanico della micro-struttura ossea specifico del paziente. Grazie al Bestest, le alterazioni della struttura ossea, dovute all’osteoporosi, possono essere rilevate e quantificate. In parole semplici viene misurata la qualità dell’osso, ovvero come è organizzata la sua struttura all’interno».

Un approccio diagnostico assolutamente innovativo...

«La maggior parte delle fratture si verifica in donne in post-menopausa e in uomini anziani che attualmente vengono considerati a rischio moderato, da cui la necessità di considerare anche qui il rschio di frattura ossea che non è legato a cali di densità ma ad alterazioni della micro-architettura interna. Un test consigliabile dai 50 anni in su. Bisogna ricordarsi però che la prevenzione è alla base di un invecchiamento di qualità ed il Bestest, esame sicuro, eseguibile in pochi secondi e in tutta comodità, può essere usato, secondo il parere del medico, anche prima a scopo preventivo o in caso di situazioni particolari (tiroidismo, celiachia, uso di farmaci cortisonici, anoressia, ealtro ancora)».

Per questo esame lei ha creato software applicato ad una macchina simile a uno strumento ecografico già in uso negli ambulatori medici?

«Il software che permette questa analisi è completamente innovativo. Invece lo strumento usato per ricavare la radiografia, è uno strumento radiografico (non ecografico) portatile, in commercio da poco più di un anno in Italia e già impiegato da vari medici anche in altri campi, ad esempio quello odontoiatrico».

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