Una storia lunga 120 anni per il circolo speleologico
MORUZZO. Il Circolo speleologico e idrologico friulano, presieduto da Umberto Sello, ha festeggiato il 120º anniversario della fondazione nel forte di Santa Margherita del Gruagno, in una sorta di...

MORUZZO. Il Circolo speleologico e idrologico friulano, presieduto da Umberto Sello, ha festeggiato il 120º anniversario della fondazione nel forte di Santa Margherita del Gruagno, in una sorta di omaggio alla terra natia degli esploratori Pietro e Giacomo di Brazzà. Tra i soci storici del circolo vi è stato anche Ardito Desio.
Non sono molti i circoli che possono spegnere così tante candeline: davanti a Udine, che condivide la nascita con Milano, c’è Trieste, fondato nel 1883. Ma se si considera che a fine Ottocento il capoluogo giuliano era sotto l’Austria, ecco che quello friulano diventa il primo sorto in Italia: di fatto è il sodalizio friulano ad aver portato la speleologia nel Belpaese. Ma cos’è oggi la speleologia? «È l’ultima frontiera dell’esplorazione – risponde Sello –. In montagna si esplora coi droni, nello spazio con i razzi. Nella speleologia conta l’uomo. Agli albori si usavano corde di canapa, ora c’è materiale molto più resistente. L’attrezzatura consente maggiore indipendenza, ma il concetto di “gruppo” rimane fondamentale».
In oltre 40 anni, Sello ha compiuto esplorazioni in Centroamerica, Asia e Nord Africa. Nelle prime due ha trovato condizioni molto simili in grotta, con 30 gradi di temperatura e quasi il 100 per cento di umidità. «All’estremo è il gruppo del Canin, dove vi sono 1200 cavità, alcune profonde oltre un chilometro, con temperature di poco sotto lo zero e ghiaccio perenne».
Il Fvg si conferma una regione ad alta densità di grotte: «Ce ne sono oltre 7000». Posti non alla portata di tutti. Ma chi ci va, come si tutela? «Si dice dove si va, mai sottovalutare i rischi, ci si ferma e si torna indietro. Bisogna conoscere i propri limiti, altrimenti si mette in pericolo se stessi e gli altri».
Per il Circolo speleologico e idrologico friulano è tempo di rimettersi in marcia: destinazione, tre grotte tra Bernadia e Nimis.
(a.f.)
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