Un trust per evadere 4 milioni al Fisco, patteggia

Pena di 1 anno e 9 mesi all’amministratrice della Insider di Udine: dirottava il denaro a Monfalcone

UDINE. Ha patteggiato 1 anno e 9 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale, e chiuso così il primo dei procedimenti che la Procura di Udine ha avviato nei suoi confronti. Quello certamente più grave e che, qualche mese fa, le era costato il sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo di 4 milioni di euro.

L’equivalente, cioè, della somma che gli investigatori l’accusavano di avere evaso. Il caso di Fabiana Pol, 33 anni, residente a Monfalcone e amministratore e legale rappresentante della “Insider srl” di Udine, si è concluso ieri davanti al gup del tribunale di Udine, Francesco Florit. Il patteggiamento è stato concordato tra il pm e il suo difensore, avvocato Alessandro Del Bello, del foro di Gorizia.

Tre i fronti d’indagine sui quali la Compagnia di Udine della Guardia di finanza aveva lavorato, nel corso delle complesse verifiche fiscali alle quali l’azienda, una società di capitali operante nel settore della meccanica generale, con sede al civico 15 di via Gorghi, era stata sottoposta.

Da un lato, l’omesso versamento dell’Iva, nel 2010 e nel 2011, rispettivamente per 455.545 euro e per 461.519 euro. Dall’altro, la registrazione di fatture per operazioni inesistenti, per tre annualità di fila, ai fini di un indebito abbattimento del reddito da tassare. Stando ai calcoli delle Fiamme gialle, gli elementi passivi fittizi indicati ammonterebbero a 300 mila euro per il 2009, a 81.783 per il 2010, e a 634.816 per il 2011. A emettere le fatture sarebbero state realtà di fuori regione - da Monza a Pescara, passando anche per un’associazione sportiva dilettantistica di Rho - e finanche di un cliente di Miami beach, in Florida.

La parte più intricata è quella che, il 6 ottobre 2010, la vide costituire un trust. Ossia quell’istituto giuridico che consente di trasferire e proteggere beni e diritti, ma che la Pol aveva invece concepito al solo scopo di farvi affluire i guadagni della società oggetto di evasione. Invece di versare le imposte nelle casse dell’Erario, insomma, l’amministratrice dell’Insider le dirottava in quelle del “Trust trading”, con sede a Monfalcone.

L’operazione era stata realizzata in più momenti: dapprima, con atto di dotazione, segregava il trasferimento dell’intera propria partecipazione (20 mila euro) al capitale sociale della Insider, poi ripartiva gli utili a nuovo segregandoli nel trust (371 mila euro nel 2010, 632.540 nel 2011), di lì a poco, con due distinti finanziamenti concessi dalla Insider al trust, sottraeva dall’attivo della società una disponibilità di cassa pari a 1 milione 362.800 euro e, infine, con 49 operazioni bancarie di sportello alla filiale di Roiano della Cassa di Risparmio prelevava 2 milioni 330.550 euro in contanti, dal 26 novembre 2010 all’11 agosto 2011.

I guai, al tempo stesso finanziari e giudiziari della Insider, avevano avuto pesanti ripercussioni anche a livello occupazionale. Dal gennaio 2013, infatti, gli 84 lavoratori della srl erano rimasti senza salario.

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