Un sottufficiale e un ingegnere: ecco i nuovi diaconi

L’ordinazione officiata in duomo a Udine dal vescovo Mazzocato: «Siete i custodi del servizio nella Chiesa»

Alessandro Cesare

«Se siamo qui è grazie a voi. Ci avete mostrato il volto di Dio». Con emozione Stefano Barresi e Andrea Meneguzzi, domenica, hanno chiuso la cerimonia per la loro ordinazione a diaconi permanenti nell’Arcidiocesi di Udine.

Il primo, 54 anni, originario di San Vito al Tagliamento, sottufficiale dell’Esercito, presterà servizio nelle parrocchie di Bertiolo, Virco e Pozzecco; il secondo 46 anni, originario di Rivignano, ingegnere meccatronico, lo farà a Rivis di Sedegliano e nella Collaborazione pastorale di Sedegliano. I diaconi permanenti non sono preti.

Non possono presiedere l’Eucaristia, tuttavia possono amministrare il battesimo, distribuire la comunione, benedire il matrimonio cristiano, proclamare il Vangelo e predicare, oltre a presiedere le esequie. Possono essere ordinati tra i battezzati celibi e, come in questo caso, anche tra coloro che sono sposati.

A officiare l’ordinazione di Barresi e Meneguzzi, ieri pomeriggio, in duomo, è stato l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, che per l’occasione ha voluto richiamare una parte di omelia di Papa Francesco relativa proprio ai diaconi permanenti: «”I diaconi sono i custodi del servizio nella Chiesa”.

Un’espressione molto significativa quella utilizzata dal Papa – ha ricordato Mazzocato –. Attraverso i servizi che esercitano, i diaconi vivono la loro specifica vocazione di tenere viva l’importanza nella chiesa del comando di Gesù di farsi “servi” gli uni degli altri.

Un ruolo, il loro, che ci fa capire l’importanza che all’interno di una chiesa sia presente una comunità diaconale come abbiamo la grazia di avere nella nostra diocesi.

Per riuscire a pieno nel mandato – ha concluso l’arcivescovo – il diacono deve incarnare la spiritualità del “servo” nella sua persona, nella sua mentalità, nel suo modo di porsi. È ciò che auguro a Stefano e Andrea».

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