Violenza in carcere, detenuto morde un agente a una gamba e ne aggredisce un altro: cella devastata

L’uomo, 40 anni, era stato trasferito per motivi di sicurezza a Udine dal carcere di Padova, dove era rinchiuso per l’omicidio della moglie

Uno degli agenti intervenuti è stato morso a una gamba
Uno degli agenti intervenuti è stato morso a una gamba

Un detenuto tunisino di circa 40 anni, trasferito dalla casa di reclusione di Padova per motivi di sicurezza e in carcere con sentenza definitiva per omicidio della moglie, lo scorso lunedì nel penitenziario di Udine ha aggredito due agenti che cercavano di contenerlo dopo aver distrutto tutto il mobilio, gli impianti e gli infissi della sua cella, mordendo a una gamba una delle guardie e sputando in viso a un’altra. I poliziotti sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso riportando diversi giorni di prognosi. Ingenti i danni provocati nella cella.

Ieri mattina nuovo episodio di violenza da parte dello stesso recluso: mentre rientrava dall’ora d’aria, senza alcun motivo apparente, con un gesto repentino ha colpito al viso un ispettore con un oggetto tagliente (una lametta da barba o un pezzo di metallo) lacerandogli il viso all’altezza della guancia, tanto da dover richiedere al pronto soccorso l’applicazione di diversi punti di sutura.

Evidente la preoccupazione di Massimo Russo, delegato nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria: «Gli eroi silenziosi della polizia penitenziaria continuano a pagare le conseguenze dell’attuale sistema carcere e la situazione resta allarmante», ha assicurato, «continuando a garantire ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose. I decreti svuota-carceri da soli non servono: serve una riforma strutturale dell’esecuzione, servono strumenti concreti ed efficaci per potersi difendere dai detenuti violenti», ha chiuso il delegato nazionale di Sappe.

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