Un sms annuncia la vincita milionaria, ma è una truffa

LATISANA. Accedono a banche dati dalle quali isolano un target di destinatari di un’età anagrafica medio alta. Poi inviano un Sms annunciando una vincita milionaria in fondi monetari internazionali.
Viene comunicato anche il numero identificativo della vincita (per un valore di un milione e 800 mila euro) e un indirizzo mail da contattare per i dettagli.
Il messaggio arriva da un numero del Regno Unito e la mail è di uno dei gestori considerati più sicuri contro gli hacker. Ma è una truffa che da alcuni anni ciclicamente dei pirati del web ripropongono.
La Compagnia Carabinieri di Latisana è stata interessata negli ultimi giorni da alcuni segnalazioni informali da parte di utenti della Bassa Friulana che sono stati sfiorati dalla cosiddetta truffa della lotteria inglese, ricevendo l’Sms. Fortunatamente prima di rispondere si sono rivolti ai Carabinieri.
La segnalazione alle forze dell’ordine è l’unica azione possibile, perché nell’invio di tali messaggi non si configura nessun tipo di reato.
Purtroppo il reato c’è quando ormai è troppo tardi e gli ideatori della truffa hanno già avuto dall’utente i dati necessari a prelevare liquidità dal conto corrente, o hanno ricevuto una somma di denaro (alcune centinaia di euro) necessaria, come spiega la mail, a sbloccare la pratica di pagamento.
La regola è quella dei grandi numeri: un invio virale di messaggi che raggiunge migliaia di utenti fra i quali qualcuno che ci casca e consente all’organizzazione di portare a casa somme di denaro.
E contro i pirati dell’informatica anche le forze dell’ordine hanno davvero poco margine d’azione: gli indirizzi di partenza dei messaggi provengono da siti anonimi e si avvalgono di provider esteri quindi non rintracciabili, così come i numeri di telefono da cui sono partiti gli Sms, tutti prodotti da un computer.
L’unica difesa resta, ancora una volta, il buon senso, innanzitutto di capire che è impossibile vincere una lotteria alla quale non si ha partecipato e poi che è meglio non inviare via mail dati sensibili, come un Iban. E se c’è solo un dubbio meglio una telefonata di consiglio ai Carabinieri piuttosto che cadere vittima di qualche truffa.
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