Un secolo di «lavoro, cibo e preghiera»: il Friuli piange nonna Elda: aveva 108 anni

Era una delle persone più anziane del Fvg: abitava a Magnano e aveva un debole per i dolci alla crema. Sabato i funerali 

MAGNANO. Diceva che il segreto per aver vissuto così tanto era stato «lavorare molto, pregare tanto e mangiare in abbondanza». Lo diceva con il piglio deciso del suo carattere a chiunque glielo chiedesse. Era una donna forte e determinata Elda Revelant che martedì si è spenta a 108 anni.

Con lei se ne va una delle “nonne” più longeve della nostra regione. Una colonna portante della sua famiglia, un «punto di riferimento» come afferma il pronipote Michele. «È sempre stata una donna decisa – dice – e molto riservata. Con noi nipoti però è stata molto affettuosa».

Era nata il 18 giugno 1911 nel castello di Prampero a Magnano in Riviera, figlia di Settimo e Angelina, mezzadri del conti, con i quali inizia a lavorare nei campi fin da piccola. A 12 anni viene assunta nella filanda di Bulfons a Tarcento. «Ci raccontava – prosegue Michele – che per la sua piccola statura il datore di lavoro le aveva procurato uno sgabello in modo che potesse arrivare comodamente al livello delle grandi bacinelle dove i bachi venivano messi a macerare».

Alcuni anni dopo, diventa collaboratrice domestica a Roma e a Torino nella famiglia Testore «di cui ha sempre conservato un ricordo positivo, in particolare dei viaggi a Courmayeur con i piccoli Giorgio e Roberto. Ci descriveva quelle vacanze con grande entusiasmo». Nel 1943 diventa mamma di Nino e nel 1967, dopo aver raggiunto l’età della pensione, ritorna nel suo amato Friuli e, nel paese che l’aveva vista nascere, compra una casa.

Si dedica alla famiglia, al figlio Nino assieme alla moglie Margherita, al nipote Marco con la moglie Wilma e poi ai suoi pronipoti Michele e Devis. Del passato non amava parlare «ad eccezione del periodo in cui aveva lavorato nella filanda. Ci raccontava spesso della sua amica Adelma. Della guerra invece non ci ha ma detto molto. Forse perché per lei voleva dire riaprire una ferita aperta visto che il fratello era stato uno dei dispersi durante il conflitto. Mio nonno Nino si chiama come lui» spiega Michele.

Donna fiera, donna determinata, Elda aveva un debole per i dolci alla crema. «Già – dice sorridendo il pronipote –, la diplomatica era la sua passione. Ha sempre avuto un buon appetito, ricordo che le piaceva mangiare il formaggio con la polenta e non rinunciava mai a una fetta di pane».

Frequentava la parrocchia e trovava nella preghiera «un momento di raccoglimento di particolare importanza nella sua giornata, soprattutto negli ultimi anni».

«Nonostante l’età avanzata – conclude Michele – lascia un grande vuoto per i tanti insegnamenti e i ricordi dei momenti trascorsi insieme. Fino agli ultimi giorni ha dimostrato di avere un carattere forte e determinato eppure con noi familiari era davvero dolce e affettuosa, ci mancherà molto».

Il funerale sarà celebrato sabato, alle 10.30, nella chiesa di Magnano in Rivera dove, domani sera, alle 19, si terrà il rosario.

Con Elda se ne va una colonna portante della famiglia Revelant, che ha vissuto oltre un secolo di storia dedicando anima e cuore alla sua famiglia.

 

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