Un museo per bambini nelle fortificazioni esterne

Palmanova, tre ipotesi progettuali per il riutilizzo delle “lunette” napoleoniche. Da questo pomeriggio scatta l’illustrazione delle tesi dei neo-architetti

PALMANOVA. Museo per bambini, luoghi di visita alle fortificazioni attrezzati per i disabili, sedi di associazioni sportive o culturali, ma anche spazi espositivi e punti di ritrovo. Sono alcune delle ipotesi progettuali per il riutilizzo delle lunette napoleoniche (elemento fortificatorio semicircolare nell’ultima linea difensiva) di Palmanova. Queste e altre idee saranno esposte, con tavole, disegni rilievi, a partire da questo pomeriggio nella mostra “Palmanova: l’enceinte Napoléon. Tre tesi per la conoscenza, la conservazione e il riuso delle lunette napoleoniche”.

L’esposizione permette di riassumere e raccontare al pubblico il lavoro di studio e progettazione di tre neo-architetti, Claudia Carraro, Eleonora Picco e Debora Zampa, guidati nel loro percorso di approfondimento dai docenti Vittorio Foramitti, Domenico Visintini e Alessandra De Angelis. «Questo lavoro - commenta il professor Foramitti - avanza importanti spunti e proposte per l’uso delle fortificazioni e offre un contributo alla loro conoscenza». Gli studi sono partiti da due premesse fondamentali: l’indagine storica e il rilievo dei manufatti.

E così una prima parte del lavoro e delle tavole permette di esporre informazioni e notizie sulla terza cinta realizzata tra il 1806 e il 1814 per volere del Bonaparte, arricchite da un’indagine d’archivio e da documenti interessanti e inediti. I visitatori della mostra potranno apprezzare i risultati dei rilievi realizzati su tutta la cinta più esterna, con l’analisi dello stato di conservazione. Una lunetta, in particolare (quella centrale tra porta Aquileia e porta Cividale) è stata approfondita con l’utilizzo del laser scanner, una delle più avanzate tecnologie di rilievo attualmente disponibili. Grazie ai dati acquisiti, è stato possibile elaborare un modello tridimensionale virtuale che ha permesso di ricavare piante, prospetti e sezioni, oltre a un modellino reale in scala 1:50 (presente in mostra), realizzato tramite l’utilizzo di frese a controllo numerico.

Ma le ricerche dei tre architetti hanno preso in esame tutte e sei le lunette attualmente integre, delle nove realizzate dai francesi. Per ciascuna di esse è stata avanzata un’ipotesi di riutilizzo anche collegata alle strutture o istituzioni presenti nei pressi della lunetta. Si è, ad esempio, ipotizzato che funga da museo per i bambini la lunetta più vicina alle scuole medie. Ed è proprio questa la parte più curiosa per il visitatore interessato al futuro della città, quando cioè si parla di possibili nuove funzioni a cui destinare questi immobili storici.

Il museo per i bambini prevede di far conoscere ai piccoli quest’avamposto difensivo in modo ludico e divertente, con la sistemazione all’interno di materassi, sedute colorate, un gioco dell’oca storico. Si è perfino ipotizzato uno scivolo gigante per superare la ripida rampa di scale che porta alle gallerie sottostanti. Assai interessante anche lo studio pensato per rendere fruibili le fortificazioni alle persone svantaggiate. Viene così studiato un percorso che, tramite rampe e sistemi meccanici, permetterebbe a tutti di visitare una sezione delle fortificazioni da porta Cividale fino a una lunetta. Ma altre idee si aggiungono e si pensa a un atelier per artisti aperto al pubblico o a un bar-enoteca che funga anche da punto di sosta.

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