Un film friulo-giapponese l’asso del Far East numero 16

FukuFuku-chan of FukuFuku Flats, titolo della prima e storica coproduzione cinematografica tra la friulana Tucker Film e il Giappone, con la Gran Bretagna, la Germania e Taiwan, è il primo asso calato da Sabrina Baracetti, presidente del Cec, per la nuova edizione di Far East Film Festival. Il regista della pellicola sarà Yosuke Fujita, già applaudito dal popolo fareastiano tre anni fa. Con l’attrice, Oshima Miyuki, (diva popolarissima di tv e cinema, una Ave Ninchi giapponese), saranno ospiti a Udine, ovviamente.
«Il distributore, Adam Tarrel, vede a Udine Fine totally fine, di Fujita. Si “innamora”. Cerca partner, per distribuire un progetto a sua firma», svela Thomas Bertacche. La Tucker non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione.
«Poi, se non bastasse, caleremo il secondo asso: Far East Film Eventi, un festival nel festival, somma di centri pulsanti di avvenimenti, pronti a contagiare l’intera città».
La coproduzione friulo-giapponese. Manca circa un mese all’avvio di Far East Film Festival (l’Open Night è fissata per il 25 aprile), l’edizione numero sedici, e la kermesse sino-friulana promuove la sua filosofia: scoprire e dialogare con un mondo che non conosciamo, ma che non è lontano, grazie a una grande festa popolare. «La realizzazione di un sogno – svela la stessa Baracetti, fondatrice con Thomas Bertacche del Feff –: fare diventare Udine già città del cinema asiatico, il centro della regione Friuli Vg per il cinema e per la per cultura Made in Asia».
La kermesse in città. Oltre sessanta gli eventi collaterali al festival cinematografico, che è anche un gran veicolo promozionale del Friuli e della sua produzione in tutto l’Est. Ancora Baracetti: «Fin dall’inizio, quando ci siamo avventurati sulla strada dell’Oriente, ci siamo accorti della grande attrattiva esercitata dalla nostra regione in Asia. L’industria cinematografica è una cosa enorme in quei Paesi ed è molto seguita». Massimiliano Mestroni, coordinatore di Far East Film Eventi: «Da quest’anno Udine diventa mappa viva grazie a una rete di realtà che fanno sistema. Gli appassionati di cinema, ma anche tutti coloro che verranno a Udine, troveranno eventi diversi e ormai entrati a far parte della tradizione, come il Far East Casplay Contest e le Nights, e altri che vanno dalla cucina ai workshop, agli spettacoli, alle attività per bimbi e famiglie».
Le location. Saranno il teatro Giovanni da Udine, roccaforte del festival e piazza San Giacomo, “Market” di eccellenze Made in Asia e Made in Friuli, (dal 24 aprile al 3 maggio), palazzo Morpurgo, Giardini del Torso, Friuli Future Forum, Visionario, teatro San Giorgio. Piú di 40 gli esercizi pubblici convenzionati per accogliere al meglio gli spettatori del festival.
Le altre novità. Insieme al Cec sono schierati quest’anno, la Regione, il Comune di Udine (con gli assessorati alla Cultura e al Turismo), la Camera di Commercio di Udine, Confartigianato, Turismo Fvg, MuSt e numerosi esercizi pubblici, con la partecipazione della Fondazione Crup.
Le reazioni. Antonio Dalla Mora, consigliere della Camera di commercio: «Un modo per fare export incoming. Un’opportunità anche per cogliere le sfide del mercato cinese». Alessandro Gaetano, direttore marketing di Turismo Fvg: «Un’occasione per metterci in contatto con una parte del mondo che è il futuro del turismo». Enzo Martines, consigliere regionale: «Massimo sostegno a un festival di eccellenza». Alessandro Venanzi, assessore al turismo: «Udine guarda all’Oriente come terra da scoprire e dove promuversi». Federico Pirone, assessore alla cultura: «I risultati di oggi hanno alle spalle una storia di eccellenze regionali: Tucker, il Fondo regionale audiovisivi, Film Commission, Cec».
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