Un altro lutto per Gigi Maieron: è morta la madre

Cercivento: a pochi giorni dalla perdita della figlia, si è spenta anche Cecilia. Talento della fisarmonica, era l’ultima musicante della Carnia

CERCIVENTO. Nuovo lutto per il cantautore e scrittore Gigi Maieron. A pochi giorni dalla perdita della figlia Giada, è morta anche la madre. Cecilia Boschetti, la nota fisarmonicista di Cercivento è deceduta, mercoledì sera, 15 marzo, all’ospedale di Tolmezzo. Aveva 80 anni.

Era l’ultima musicante della Carnia. Fu lei a trasmettere ai figli Gigi e Daniele Maieron la passione per la musica e loro la ripagarono suonando e cantando al suo fianco.

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Lo fecero anche due anni fa a Tolmezzo. Donna esuberante, amante degli eccessi, Cecilia scrisse un pezzo di storia della musica folk e lascia in eredità la passione vera che segnò il suo vissuto.

Da tempo il cuore della musicista batteva senza rispettare alla lettera il ritmo della vita. Quel ritmo che lei avvertiva sempre e comunque sfiorando i tasti della fisarmonica. Le note le erano entrate nell’animo fin da piccolina, seguendo le arie che eseguiva il padre Pio.

Anche lui era un famoso musicante carnico. In quell’ambiente autentico, Cecilia non faticò a carpire i segreti dei musica. Il padre le tramandò gli antichi spartiti e un patrimonio culturale unico che ora lei lascia in eredità ai figli, entrambi musicisti.

Era appena una bambina quando iniziò a suonare la fisarmonica: a 12 anni era già un’abile musicista e a 16 si esibiva nelle osterie. Erano gli anni Cinquanta e la presenza femminile nelle osterie e nelle balere non era affatto comune.

Ma Cecilia andò dritta per la sua strada tant’è che neppure la maternità rallentò il suo passo: «Aveva sostituito la carrozzella con la Gilera, giravo in moto senza casco. Arrivava nei locali, mi metteva in qualche angolo, e iniziava a suonare», ricorda Gigi Maieron cercando di descrivere la vitalità della madre.

Cecilia era l’anima del “Trio Cecilia” inizialmente composto da lei, Gigi al basso e voce e Franz Morassi alla chitarra. Anno dopo anno, il trio contribuì alla rinascita delle comunità distrutte dal terremoto del 1976, e contemporaneamente cambiò pelle e nome: Gigi venne sostituito dal fratello Daniele e Morassi fece spazio a Roberto Selenati.

Erano i tempi del “Cecilia Folk”. Ma Cecilia era anche la musicista degli Oberkrainer, il gruppo che si esibiva soprattutto nel Bellunese e nel Comelico. Era la regina della musica molto gettonata soprattutto nei matrimoni. Con la sua fisarmonica ne rallegrò almeno 200.

«In ogni cerimonia trovava una coppia che si sarebbe unita da lì a poco e che la prenotava», continua Gigi usando una metafora per descrivere l’amore che la madre provava per la musica e la sua terra: «Sul territorio era come un filo di cucito». La sua musica, in effetti, cucì storie d’amore, amicizie e unioni tutt’ora attuali. Era un mito.

Nonostante avesse un’istruzione minima (nella Carnia degli anni Quaranta e Cinquanta non si andava oltre la quinta elementare), Cecilia era ricca dentro. Il suo modo di essere era impostato sui valori che sapeva tradurre in musica con un’abilità innata.

Amava allo stesso modo gli applausi e la semplicità. Conscia dei suoi limiti non parlava mai a sproposito. Alle parole preferiva il silenzio. Quella leggera balbuzie le creava un leggero imbarazzo. Cecilia lascia tutto questo in dote ai figli e a chi ama la musica come l’aveva amata lei. La sua era una storia fatta di suoni e sentimenti.

Ultimamente le sue condizioni di salute erano peggiorate. Gli acciacchi dell’età non le davano tregua. Ricoverata in ospedale già da qualche giorno, Cecilia se ne è andata seguendo una delle sue melodie come aveva fatto qualche mese fa Genesio Puntel, il musicante che, in tempi più recenti, l’affiancava nei concerti alle volte improvvisati anche nelle case di riposo.

Stasera, venerdì 17 marzo, alle 19.30, nella chiesa di San Martino a Cercivento, saranno in molti a recitare il Santo rosario come fosse davvero un’ultima melodia. Anche questo è un modo per ringraziare la regina della musica per la gioia e la serenità che sapeva trasmettere con la sua fisarmonica.

Domani, sabato, nella stessa chiesa, sarà celebrato il funerale. La famiglia invita i partecipanti a devolvere alla parrocchia le cifre che pensavano di spendere per l’acquisto dei fiori. Il ricavato sarà utilizzato per aiutare le famiglie bisognose.

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