Ultraleggero precipitato a Pasiano, la Procura apre un’inchiesta: si indaga per disastro colposo

Si va verso un accertamento tecnico per far luce su dinamica e cause. Nel registro degli indagati il pilota Gabriele Modanese, è un atto dovuto

L'aereo ancora incastrato tra gli alberi
L'aereo ancora incastrato tra gli alberi

La Procura di Pordenone ha aperto un fascicolo d’indagine sull’incidente verificatosi venerdì sera a Rivarotta di Pasiano quando un ultraleggero è precipitato all’interno del parco di villa Luppis. Nel registro degli indagati è stato iscritto il nome di Gabriele Modanese, 72 anni, pilota e proprietario del velivolo nei confronti del quale s’indaga per le ipotesi di disastro aviatorio colposo e lesioni colpose. Si tratta di un atto dovuto da parte del pubblico ministero al fine di garantire il diritto alla difesa nel corso degli accertamenti che saranno disposti per far luce sulle cause e sulla dinamica dell’incidente. Il velivolo e l’area restano sotto sequestro.

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L’ultraleggero incastrato fra i rami della quercia nel parco di Villa Luppis

Il lavoro degli inquirenti starebbe andando in questa direzione. Per ricostruire e poter valutare l’intero scenario sarà necessario guardare anche al codice della navigazione, che regolamenta il comportamento in quota. Le condizioni dell’amico passeggero Sergio Campaner, 65 anni, caduto da tre metri nel tentativo di salvarsi, restano ancora serie e la prognosi riservata. Da venerdì sera è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Treviso.

Ieri mattina è stato effettuato un nuovo sopralluogo da parte dei vigili del fuoco e dei carabinieri. È infatti importante continuare a monitorare lo stato della situazione, anche per ragioni di sicurezza, perché il velivolo continua a pendere dai rami e tale contesto potrebbe diventare delicato in caso di vento o maltempo. L’ultraleggero Fly syntesis, modello Texan, non dispone di scatola nera, ma di transponder che consente di mantenere il contatto con la torre di controllo. Tra gli aspetti da chiarire c’è sicuramente quello della fase di atterraggio, quando l’ultraleggero, che volava a bassa quota, ha urtato le fronde degli alberi, dove poi è rimasto incastrato e sospeso a un’altezza di circa 10 metri da terra.

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Modanese e Campaner, a destra il luogo dell'incidente

Dalle prime dichiarazioni rese da Modanese ai carabinieri della stazione di Prata, si tratterebbe di un errore umano. Il pilota ha ammesso di essersene accorto quando era troppo tardi per correggere la traiettoria dell’ultraleggero che viaggiava a circa 80-90 chilometri orari prima di schiantarsi contro le piante del parco di villa Luppis. Erano da poco passate le 20, quando il loro volo si è interrotto prima dell’arrivo a destinazione.

Decollati dalla pista di Traffe, di proprietà di Modanese, durante la fase di discesa il velivolo ha toccato gli alberi perdendo un’ala, rimanendo incastrato tra i rami della quercia. Nell’impatto ha perso carburante, ma non ha preso fuoco. I due occupanti hanno iniziato la discesa, calandosi dall’albero. Mentre il pilota è riuscito a raggiungere il suolo, riportando solo lievi ferite, per il passeggero la via del salvataggio non è andata allo stesso modo. G.SO.

 

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