Escursionisti disidratati si perdono dopo la notte in montagna a Claut: recuperati con l’elicottero
Disavventura per quattro giovani monfalconesi impegnati nel giro del Monte Turon. Accompagnati al campo base, stanno tutti bene

Stanchi, assetati e fuori traccia di sentiero. È iniziata così domenica pomeriggio la disavventura per quattro escursionisti tra i 20 e i 25 anni, tutti di Monfalcone, che partiti da Casera Bregolina Piccola, dove avevano dormito la notte prima, per fare il giro del Monte Turlon, hanno seguito la traccia di un dispositivo Garmin che non segnalava la dismissione di un sentiero, che loro hanno iniziato a percorrere, finendo poi fuori strada in una zona impervia, sopra un salto di 50 metri.
Dopo aver tentato di trovare una soluzione, stanchi e assetati, appena agganciato il segnale telefonico, hanno inviato un Sos. Alla richiesta di aiuto è seguita l’attivazione del soccorso alpino della stazione di Montereale Valcellina, dell’elicottero regionale e dei vigili del fuoco.
Allertato anche l’elicottero Drago, che si è diretto sull’intervento solo dopo aver concluso la missione che lo vedeva già impegnato. Al suo arrivo, l’elicottero regionale aveva già recuperato i quattro giovani, accompagnati al campo base allestito all’ex villaggio Vajont all’ingresso di Claut. Nessuno di loro ha riportato alcuna conseguenza sanitaria.
Intorno alle 19 la stazione è stata riattivata tramite la app di soccorso GeoRescq per un escursionista rimasto bloccato a Cima dei Preti, a circa 2. 300 metri d’altezza, e in difficoltà a causa di crampi. L’affaticamento muscolare gli impediva di proseguire. Per il recupero è intervenuto l’elicottero in assetto notturno, mentre, alla pista d’atterraggio di Cimolais, ad attendere l’escursionista, c’erano il soccorso alpino e i vigili del fuoco.
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