Udinese, la beffa è atroce: all’ultima azione vince il Milan

Nel posticipo dell'11.ma giornata di campionato, il Milan passa a Udine grazie a un gol di Romagnoli all'ultimo respiro: al Friuli finisce 1-0 per la squadra di Gattuso, che vince con il sinistro del proprio capitano al minuto 97 di un match molto intenso. I ragazzi di Velazquez chiudono la gara in 10 uomini per l'espulsione di Nuytinck al 95'

UDINE. Chi poco spende, Opoku stringe: chissà se anche Gino Pozzo ha pensato a questo vecchio adagio quando l’Udinese ha regalato, grazie a una sciocchezza del giovane difensore ghanese, i tre punti al Milan.

In definitiva è questa la tassa che bisogna pagare all’inesperienza, un rischio che ha sempre corso in questi decenni di serie A, un rischio che evidentemente, per l’assenza di un vero bomber, non può più reggere, pena il coinvolgimento nella zona bollente della classifica: adesso, dopo un pareggio gettato alle ortiche con l’Empoli all’orizzonte, la situazione è tutt’altro che allegra.

Velazquez dopo il ko con il Milan: «Giocato bene e meritavamo un punto, ma quel pasticcio alla fine...»
Udine 4 Novembre 2018. Calcio Serie A. Udinese-Milan. © Foto Petrussi

E dire che questo posticipo era cominciato con ben altri presupposti. L’idea di calcio maturata nell’ultima mezz’ora di Marassi, quando l’Udinese aveva recuperato per due volte il Genoa proponendo un 3-5-2 decisamente più convincente, è quella che ha guidato Velazquez in avvio di gara: Pussetto seconda punta e non più esterno destro, là dove il tecnico spagnolo punta per la prima volta su Ter Avest titolare, questo il modo De Paul può recitare di nuovo da mezzala sinistra con stavolta Mandragora perno centrale, mentre Fofana viene preferito a Barak solo perché il ceco nel riscaldamento accusa un problema fisico che lo mette fuori causa.

Dietro, in porta, c’è la conferma di Musso, protetto da Opoku, Ekong e Samir, lo stesso terzetto di Genova, davanti come centravanti c’è sempre Lasagna.

Il Milan non è particolarmente sorprendente, viste anche le defezioni che dettano gran parte delle scelte di Gattuso che, tuttavia, continua a puntare sul 4-4-2, con Higuain e Cutrone attaccanti, con Suso e Laxalt esterni offensivi sorretti in mediana da Kessie e Bakayoko, mentre in retroguardia cambia qualcosa con Abate e Rodriguez terzini, Romagnoli e l’ex Cristian Zapata centrali davanti a Gigio Donnarumma.

Ed è proprio il portiere rossonero a correre i rischi più grossi, anche se Pussetto non è preciso nelle conclusioni dalla distanza, mentre Lasagna ha il difetto di non inquadrare mai il bersaglio.

Dall’altra parte un lampo di Higuain e un tiro a giro di sinistro da destra (un classico) di Suso, poi poco dopo la mezz’ora il vecchio Ringhio è costretto a sostituire il Pipita, complice una botta alla schiena: entra Castillejo e il Diavolo cresce.

A cavallo tra i due tempi si fa vedere di nuovo Suso, poi Cutrone per concretizzare una ripartenza ispirata da Laxalt: per due volte Musso ci mette i guantoni, mentre sull’altro fronte Donnarumma potrebbe avere il tempo per ordinare un Margarita e sorseggiarlo, visto che l’Udinese non riesce proprio a farsi vedere dalle sue parti.

I bianconeri sono sulle gambe, tanto che dalle parti della panchina di Don Julio cominciano a spuntare le possibili alternative che però il tecnico spagnolo non propone fino a quando Ter Avest si sdraia sulla fascia in preda ai crampi. Abbandona l’ipotesi D’Alessandro e toglie prima l’olandese inserendo Nuytinck, poi Pussetto sostituito da Balic.

Proprio con il nuovo assetto finisce il cocktail time di Donnarumma, impegnato prima da un sinistro di Lasagna in percussione e poi costretto a seguire con lo sguardo un destro del nuovo entrato croato che si spegne tra le braccia della Curva Nord, sempre in piena attività vocale.

Non si spegne neppure nei cinque minuti di recupero che diventano dieci tra espulsioni, gol e Var. Prima quella di Nuytinck che sgambetta in modo folle Castellejo in una ripartenza, poi quella di Gattuso al termine dell’azione folle, protagonista Opoku che perde l’ultimo pallone a centrocampo e concede al Milan il contropiede decisivo, concretizzato da Romagnoli, una rete che ha bisogno della’’moviola ufficiale’’ per la convalida, un timbro che ha fatto imbestialire il tecnico rossonero nell’attesa. Finisce 0-1, l’Udinese è alla canna del gas.

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