Udine, le pigotte e gli ulivi Unicef simbolo di solidarietà: «Per ogni bambino nato uno salvato»

Il comitato provinciale rilancia i progetti a sostegno dell’infanzia: bambole cucite a mano, campagne con i Comuni e un appello ai giovani volontari

 

Chiara Dalmasso

Indossano abiti colorati, tutti diversi: con le loro chiome bionde, rosse, castane, nere o bianche, realizzate con fili di lana e cucite su bambole di pezza, le pigotte sono le ambasciatrici ufficiali dei valori dell’Unicef, simbolo di solidarietà e dono prezioso sia per chi le crea, sia per chi le riceve. «Uno dei progetti più importanti che promuoviamo, attivo su scala nazionale, ha proprio queste bamboline come protagoniste» racconta Sandra Romanin, volontaria da quasi vent’anni e dall’inizio di questo presidente del comitato provinciale Unicef di Udine, nato nel 1987.

Le pigotte

Cucite interamente a mano da alcuni dei dieci volontari del distaccamento udinese, le pigotte sono in prima linea nell’iniziativa “Per ogni bambino nato un bambino salvato”: i Comuni che aderiscono (Forni Avoltri, Prato Carnico, Palmanova, Fiumicello, Rive d'Arcano, Rigolato, San Giorgio e Socchieve) si impegnano ad acquistarne una a ogni nuova nascita, contribuendo così alla vaccinazione di un bambino in un’altra parte di mondo. «Le bambole, vengono poi vendute – a un prezzo simbolico base di 15 euro – durante gli eventi e i momenti di incontro, ma anche nella nostra sede di via Larga 36» spiega Romanin, aggiungendo che, per chi volesse donare, oltre al 5xmille, c’è anche la possibilità di ordinare all’Unicef le bomboniere per le proprie ricorrenze.

Il comitato provinciale

Proprio lì, negli spazi messi a disposizione dall’università, i volontari si ritrovano per le attività e accolgono i visitatori due volte a settimana, il martedì e il giovedì mattina, dalle 10 alle 12. «Chiunque necessiti di informazioni o chiarimenti, oppure abbia desiderio di entrare nel nostro gruppo come parte attiva, può presentarsi in sede in quelle fasce orarie» prosegue la presidente, spiegando che in Friuli Venezia Giulia, oltre al comitato regionale presieduto da Laura Carlon, ci sono altri comitati provinciali a Pordenone, Gorizia e Trieste, per un totale di 101 provinciali e 19 regionali.

Le attività

«Tutte le iniziative a cui aderiamo – spiega Romanin – devono essere coerenti con lo statuto, che ci impone, per esempio, di non distribuire beni di prima necessità e di non collaborare con produttori di armi o, più in generale, con qualsiasi realtà le cui azioni ledano i diritti dei bambini».

Fondamentali, sul tema, i protocolli con le scuole: «Gli istituti che aderiscono si impegnano a sensibilizzare studenti, insegnanti e famiglie sui valori dell’Unicef e a partecipare alle varie attività» precisa la presidente, che per diversi anni, da volontaria, si è occupata proprio di questo argomento. Un altro progetto nato per coinvolgere i ragazzi è “Diritti in Comune”, che invita le amministrazioni cittadine e le biblioteche a organizzare incontri e iniziative per stimolare il contributo dei più giovani: «Quest’anno ha avuto come focus proprio l’ascolto e la partecipazione, in occasione del 34° anniversario dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».

Campagna ulivo

In occasione della festa dei nonni del 2 ottobre, l’Unicef di Udine aderirà alla campagna Ulivo, a sostegno del programma “Bambini nelle emergenze”. «Con l’acquisto di una piantina di ulivo, a seconda dell’importo che si sceglierà di investire, si potranno donare, rispettivamente, con 15 euro 1.875 compresse per la potabilizzazione dell’acqua, con 30 euro 90 bustine di cibo terapeutico per bimbi malnutriti e con 60 euro 6 kit di emergenza per famiglie sfollate» spiega Romanin, invitando gli interessati a presentarsi in sede dal 27 settembre al 2 ottobre.

L’appello

Per promuovere questa e altre attività, per ottenere nuovi fondi e soprattutto per attrarre volontari – «se coinvolgessimo più giovani, aumenteremmo la nostra forza sul territorio» – l’Unicef udinese punta a organizzare banchetti in città e a coinvolgere associazioni e attivisti per i diritti. Romanin lancia un vero e proprio appello: «Chiunque creda che l’infanzia sia un capitale da proteggere, si faccia avanti». 

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