Sant’Osvaldo festeggia il patrono e i 400 anni di storia: grande partecipazione per la messa in via Basiliano
Nel 1626 il primo documento con il nome "San Sualdo". Comunità, associazioni e istituzioni riunite per la processione e la consacrazione del nuovo altare

Sant’Osvaldo ha rinnovato il legame con le proprie radici, celebrando il patrono nel luogo dove, quattro secoli fa, è nata la storia del quartiere. La chiesetta di via Basiliano, all’angolo con via Morsano, ha accolto la tradizionale messa del 5 agosto, seguita dalla processione verso la chiesa parrocchiale e da un momento conviviale che ha riunito residenti, volontari, rappresentanti delle istituzioni civili e religiose. La celebrazione è stata officiata dal parroco, don Ezio Giaiotti, insieme all’arciprete del Duomo, don Luciano Nobile, a monsignor Paolo Brida, parroco di Palmanova e ad altri confratelli preti. Hanno partecipato anche gli assessori comunali Rosi Toffano, Eleonora Meloni e Andrea Zini, il comandante della polizia locale Marco Muzzatti e i rappresentanti delle associazioni che, insieme alla parrocchia, hanno collaborato all’organizzazione.
Quest’anno la ricorrenza ha assunto un significato ancora più particolare perché rientra nel calendario di iniziative dedicate ai 400 anni del primo documento che cita il nome “San Sualdo”, datato 7 marzo 1626. Fu allora che il luogotenente della città Francesco Dragoni (al tempo, una sorta di sindaco) indicò negli archivi il toponimo riferito a quel piccolo nucleo abitato, sorto attorno alla chiesetta, dando di fatto origine all’identità del quartiere.
Ancora oggi quel complesso storico è perfettamente riconoscibile e la proprietà della casa rurale vicina alla chiesetta appartiene alla famiglia Coseano, una delle storiche famiglie del quartiere.
Uno dei momenti più significativi della celebrazione è stata la consacrazione del nuovo altare alla memoria di Sant’Urbano I Papa, donato dalla Diocesi in occasione del quattrocentesimo anniversario del toponimo.
«La nostra associazione è nata circa quindici anni fa per restituire al territorio la tradizionale festa del patrono, che era stata abbandonata da circa venticinque anni – racconta Loredana Capri, presidente dell’associazione “5 Agosto Sant’Osvaldo odv” che promuove l’iniziativa –. Siamo persone che vivono e lavorano nel quartiere e abbiamo voluto offrire alla comunità un’occasione per ritrovarsi. All’inizio il ricavato della festa veniva destinato al recupero degli arredi sacri della chiesetta e, da allora, il nostro impegno è sempre stato quello di salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni di questo luogo, restaurando anche manufatti importanti come il crocifisso ligneo e altro ancora. Molto importante, in questo senso, è stato l’impegno dei volontari».
La presidente sottolinea anche il valore del lavoro svolto insieme alle altre realtà del territorio. «Grazie al Consiglio di quartiere partecipato abbiamo costruito una rete tra associazioni sportive, culturali e sociali. Ognuno porta il proprio contributo e, dal 7 marzo scorso fino al 7 marzo 2027, ogni mese organizziamo uno o più appuntamenti per ricordare i 400 anni del toponimo e raccontare la storia di Sant’Osvaldo».
Per Andrea Rossi, coordinatore del Consiglio di quartiere partecipato 6 San Paolo-Sant’Osvaldo, «è un appuntamento che ogni anno richiama la comunità. La chiesetta rappresenta il primo nucleo edificato da cui si è sviluppato tutto il quartiere e custodirne la memoria significa conoscere le nostre origini». Sulla stessa linea il vice coordinatore Mauro Bertossi: «È bello conoscere le origini di questo quartiere, nato proprio dal nucleo storico di via Basiliano, e capire come si è evoluta la vita attorno a queste prime edificazioni che ancora oggi esistono».
«Sono eventi importanti che richiamano le radici dei nostri quartieri e sono momenti di aggregazione e partecipazione collettiva e quindi vanno promossi e coltivati nel tempo. Avranno sempre l’attenzione di questa amministrazione comunale», afferma infine l’assessore Rosi Toffano.
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