Festa per chi lavora dietro le quinte del campo: grande successo per la prima edizione del Gran Galà Libertas
Passerella d'onore nell'Auditorium di Pasian di Prato per le storie di generosità e sacrificio che mantengono vivo lo sport di provincia

C’è uno sport che non vive solo di riflettori, grandi stadi o medaglie d’oro, ma prima di tutto di volti, di mani tese e di un’immensa passione silenziosa. È lo sport fatto da chi, ogni giorno, spende il proprio tempo libero su un campo di provincia per far crescere i giovani e per tenere unita una comunità.
Proprio per dire “grazie” a questo esercito silenzioso di volontari, dirigenti ed educatori, si è svolta nell’Auditorium comunale di Pasian di Prato la prima emozionante edizione del Gran Galà Libertas, l’evento promosso dal Centro Regionale Sportivo Libertas Friuli Venezia Giulia. Una serata carica di calore e partecipazione, che ha visto riuniti i rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e delle tante realtà associative che rendono vivo il nostro territorio.
Nel corso della manifestazione sono stati assegnati circa cinquanta riconoscimenti a figure chiave e realtà che si distinguono per il loro contributo quotidiano. Un’iniziativa nata per dare visibilità a un patrimonio inestimabile di altruismo e competenze, spesso lontano dalla cronaca principale ma fondamentale per la vitalità sociale della regione. Ad aprire le riflessioni è stato il presidente regionale Libertas, Lorenzo Cella, che ha voluto sottolineare il profondo valore educativo di questo impegno: «Il vostro impegno costante, la vostra lealtà e la vostra generosità siano un esempio per i più giovani e una certezza per tutti noi». Cella ha inoltre ribadito l’ambizione di trasformare questo appuntamento in un appuntamento stabile del calendario regionale.
Il senso profondo dell’iniziativa è stato illustrato da Paolo Comini, consigliere regionale Libertas e ideatore del progetto, il quale ha ricordato come lo sport amatoriale sia fatto soprattutto di storie, di generosità e di piccoli gesti che rendono possibile ogni attività sul territorio. A portare i saluti dell’Amministrazione comunale è stato il sindaco di Pasian di Prato, Juli Peressini, orgoglioso di ospitare una celebrazione così significativa. Il lavoro di selezione dei premiati, coordinato con i Comitati provinciali, ha permesso di valorizzare esperienze virtuose in diverse categorie: Socialità e Inclusione, Impegno e Costanza, Etica e Fair Play, oltre ai riconoscimenti destinati a Simpatizzanti e Giornalisti.
La serata ha visto anche la partecipazione del presidente nazionale Libertas, Andrea Pantano, insieme a numerose autorità locali e sportive, tra cui il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, l’assessore comunale Ivan Del Forno, la coordinatrice regionale di Sport e Salute Erika Dessabo, i presidenti provinciali Libertas Laura Paronit, Ivo Neri e Venanzio Ortis, e il presidente della Lega Calcio Friuli Collinare, Daniele Tonino.
Particolarmente toccante è stato l’intervento del ministro Luca Ciriani, che ha richiamato i valori autentici della disciplina: «Lo sport è una scuola di vita. Fare sport significa impegnarsi, lavorare per raggiungere un obiettivo, ma anche imparare ad accettare la sconfitta. Perché lo sport insegna proprio questo: si può cadere, ma ci si può sempre rialzare. Dietro una gara di pochi secondi ci sono mesi o anni di lavoro e sacrifici. Il vero valore dello sport non si misura soltanto con una medaglia, ma con il percorso fatto per conquistarla».
La cerimonia è stata impreziosita dai momenti musicali curati dalle giovani interpreti Martina Preisser Zoratti e Carmen Petrongari, accompagnate dalla maestra di canto Marina Bargone e dal chitarrista Michele Pirona. Con oltre 300 associazioni affiliate in Friuli Venezia Giulia, la rete Libertas si conferma così un pilastro fondamentale per il territorio, capace di intrecciare crescita personale, inclusione e senso di appartenenza in una grande visione condivisa per il futuro.
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