Udine, novità per la palestra di roccia all’ex Osoppo: i costi sono lievitati a oltre 7 milioni

L’assessora Dazzan assicura: «Sarebbe un unicum per la regione e richiamerebbe atleti tutto l’anno»

Simone Narduzzi
Un rendering della nuova palestra di roccia che sarà realizzata nell'ex caserma Osoppo
Un rendering della nuova palestra di roccia che sarà realizzata nell'ex caserma Osoppo

Lievitano i costi necessari a realizzare la palestra di roccia nell’area dell’ex caserma Osoppo. Oltre sette i milioni che ad oggi infatti servirebbero per sviluppare e completare l’opera così come concepita in origine, 18 i metri quadri di scavi. A contribuire sul rincaro, però, non è soltanto l’aumento dei costi delle materie prime, almeno stando a quanto riferito dall’assessora comunale allo Sport Chiara Dazzan, in prima linea sul fronte.

«In parte, quando la precedente amministrazione ha chiesto i contributi alla Regione, forse è stata un po’ sottovalutata la portata del progetto, che è davvero ambizioso – ha spiegato –. Poi, negli ultimi quattro anni, ci sono stati degli aumenti importanti. In seguito all’affidamento della progettazione esecutiva, così, è stata subito rilevata la necessità di un’integrazione dei fondi, perché comunque l’opera è prevista in un’area particolare».

Un’ex caserma, per l’appunto. Da mettere in conto, allora, la bonifica delle aree militari, senza scordare l’eventuale intervento della Soprintendenza. Già 3,9 i milioni ottenuti dalla Regione: la cifra, al momento, risulta però insufficiente. «Come Comune – prosegue Dazzan –, ora ci stiamo adoperando per capire se sia possibile fare una riduzione. Il problema principale è quello dei costi per gli scavi. La paesaggistica ha dato un limite di 12 metri quadri, ma l’impianto è di 18 metri quadri».

Parallelamente, è attivo il canale di ricerca per ulteriori fondi che possano finanziare l’opera: «Stiamo valutando diverse soluzioni per poter ottenere un nuovo finanziamento a integrazione del precedente – fa sapere ancora l’assessora –: per esempio, c’è una legge regionale, la 12 del 2005 per il rilancio del territorio, che prevede investimenti per opere che possono rivestire un ruolo nella valorizzazione del territorio».

Ed è proprio con questo obiettivo che il Comune intende spingere verso la realizzazione di una struttura che, a occhi esterni, potrebbe sembrare eccessiva, non fosse perché dedicata alla sola arrampicata, seppur nelle tre specialità di corda, velocità e difficoltà. «Sarebbe un unicum per il Friuli Venezia Giulia – spiega Dazzan – e in quanto tale diventerebbe un impianto di richiamo a livello internazionale. Non essendoci precedenti, non ci sono termini di paragone sul piano numerico, ma quello dei climbers è un movimento vivo, un ambiente molto sentito, anche qui da noi». Il giro ipotizzato, insomma, dovrebbe dare un senso alla creazione della struttura, con atleti in arrivo, ipoteticamente, anche dalle vicine Austria e Slovenia, lungo tutta la durata dell’anno. La palestra potrebbe ospitare persino gare a livello internazionale.

Passino i compromessi, allora, purché non vada a perdersi il senso complessivo dell’iniziativa: «Palestrine di arrampicata ne esistono già – puntualizza così l’assessora –. Se si parla di riduzioni, giusto parlare di riduzioni che non comportino un cambio di finalità, di visione. Ora vediamo quali sono le priorità della Regione. In ballo ci sono cifre che il Comune difficilmente può mettere da solo, anche perché le esigenze dell’amministrazione, a partire da strade e marciapiedi, sono tantissime e mi sembrerebbe delittuoso investire una tale somma sulla palestra di roccia e non per altre urgenze».

In chiusura, un aneddoto. «Prima di iniziare a interloquire con la Regione – rivela Dazzan –, abbiamo partecipato al bando ministeriale “Sport e periferie”, chiedendo tre milioni. Purtroppo non siamo stati finanziati per esaurimento fondi. Uno dei criteri valutava la povertà educativa della zona di competenza, aspetto per cui abbiamo preso 0. Il che, per la città, è un buon segno. A livello tecnico, invece, il progetto ha preso un punteggio molto alto». Un punteggio da cui partire per la promozione del progetto, in primis dinanzi alla Regione.

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