Udine, il consigliere della Lega in aula: "I nuovi poveri friulani in fila per l'iPhone. Ma ai ricchi chi pensa?"

UDINE. “Si parla sempre e solo dei poveri. Ma i ricchi che pagano l’Imu? O dei ricchi che pagano le tasse nessuno dice niente?”. Carlo Pavan, funzionario di banca e consigliere comunale della Lega a Udine, non annovera di certo Robin Hood tra gli eroi letterari preferiti.
Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale ospitato nell’evocativo Salone del Parlamento del Castello, l’esponente del Carroccio friulano ha puntato il dito sulla disparità di trattamento tra ricchi e poveri, in un intervento a dir poco contorto in cui se la prende con “le duecento persone che sabato in viale Tricesimo” erano in fila fuori da un grande magazzino di materiale elettronico “per acquistare l’iPhone nuovo a seicento euro: 2-300 iPhone esauriti, questi sono i poveri che abbiamo a Udine o in Friuli. Magari non hanno i soldi per mangiare, ma 600 euro per un iPhone nuovo li hanno”, ha detto Pavan nel corso del dibattito sulle misure economiche anti-Covid adottate dall'amministrazione guidata dal sindaco Pietro Fontanini.
Un’affermazione che aveva suscitato subito lo sdegno di alcuni rappresentanti dell’opposizione consiliare, che avevano vociato di fronte all’uscita di Pavan, ripresi dal presidente del Consiglio comunale, il forzista Enrico Berti.

L'attacco dell'opposizione
Recuperata la registrazione dei lavori d’aula, gli esponenti del Pd udinese hanno diffuso attraverso i social l’intervento pronunciato il 18 maggio scorso in Consiglio da Pavan. “Dal contenuto dell'intervento del consigliere, secondo cui preoccuparsi per i "poveri", anche durante le crisi – indica la consigliera comunale Cinzia Del Torre -, sarebbe una forma di discriminazione verso i "ricchi" che pagano l'Imu, ben si capisce il motivo per il quale la maggioranza non sia preoccupata per la situazione economica e non abbia, ad oggi, ancora sentito la necessità di elaborare una manovra di bilancio a sostegno di cittadini ed imprese, nonostante abbia a disposizione 9,6 milioni di avanzo. Parrebbe infatti che la maggioranza voglia tenere i soldi fermi in attesa della prossima emergenza”.
Duro anche il capogruppo dem, Alessandro Venanzi: “Ragazzi, ne ho visti di consigli in 12 anni, ma non si è mai toccato un livello così basso come in questa consiliatura”, scrive su Facebook, dove il video di Pavan è stato ricondiviso decine di volte.
La passione per la politica
“Il “butàsi in pulitiche”mi ha sempre attirato, e quest’anno ho deciso che è giunto il momento, perché amo la mia città e ritengo sia ora di mettersi a disposizione per cercare di farla tornare come l’ho conosciuta da giovane”, raccontava durante la campagna elettorale Pavan, originario di Laipacco, eletto in Consiglio con 81 voti (il sesto più votato nelle file del Carroccio).
Impegnato nel sociale e a dispetto delle dichiarazioni in aula, Pavan - sposato con un figlio, 53 anni - era stato peraltro tra i primi a raccogliere l’appello del sindaco Pietro Fontanini, che aveva aperto una sottoscrizione per raccogliere contributi per integrare il plafond dedicato ai buoni spesa per le famiglie indigenti.
La trascrizione integrale dell'intervento
“Disparità di trattamento: qua si parla sempre e solo dei poveri. Ma e i ricchi che pagano l’Imu? Eh, scusate: o i ricchi che pagano le tasse e nessuno dice niente. Cioè, ci sono anche i ricchi a Udine, non ci sono solo i poveri: è chiaro che sono classi da tutelare di più, quelle povere, però cioè la disparità di trattamento i democratici mi pare che non la, non la, non la citano” (…)
“Un’altra cosa che volevo farvi notare è che sabato, in viale Tricesimo, davanti alla Mediaworld al pomeriggio c’erano duecento persone in fila per acquistare l’iPhone nuovo a 600 euro. L’iPhone nuovo, non so cosa c’era, mi ha detto mio figlio: sai papà, dovevo andare a prendere una cosa al Mediaworld e son tornato a casa, ho fatto un giro ed erano tutti lì in fila. Esauriti: due o trecento iPhone da 600 euro l’uno. Questi sono i nuovi poveri che abbiamo a Udine o in Friuli: magari non hanno i soldi per mangiare ma seicento euro per un iPhone nuovo lo hanno. E allora qua (urla dall’aula)… No, cioè, mi viene da pensare: sono poveri veri o sono finti poveri, cioè questo voglio capire, questo. Era gente in tuta, e non voglio disprezzare quelli in tuta, perché io sono in tuta tutto il giorno. Non era gente in giacca e cravatta”. (...)
“Ultima cosa che voglio dirvi: questo è un anno bisestile. Siamo partiti con l’acqua alta a Venezia, doveva cadere la meteorite, è arrivato questa pandemia. Cioè, se noi spendiamo tutti i soldi adesso, facendo tutti i debiti scongiuri, se arriva qualche altra disgrazia? Abbiamo finito i soldi? Eh, ho detto (fa le corna)”.
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