Dalla malga alla Loggia del Lionello: a Friuli Doc 2026 torna la grande Asta dei Formaggi
Annunciato a Malga Montasio il ritorno dell'evento che valorizza i prodotti delle terre alte. L'appuntamento per il 13 settembre sotto i portici di piazza Libertà

Dalla montagna al cuore di Udine, il viaggio del formaggio passa ancora una volta per Friuli Doc. Dopo il successo della prima edizione, torna infatti uno degli appuntamenti che più hanno saputo conquistare il pubblico della manifestazione, l’Asta dei Formaggi, in programma domenica 13 settembre, alle 16, sotto la Loggia del Lionello, in piazza Libertà. L’occasione per annunciarne il ritorno ieri, alla Festa dell’allevatore, a Malga Montasio, dove il vicesindaco e assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Udine, Alessandro Venanzi, ha partecipato al tradizionale taglio della prima forma e alla presentazione della produzione della stagione 2026. Un appuntamento che celebra il lavoro degli allevatori e il patrimonio delle terre alte e che rappresenta il naturale punto di partenza per rilanciare un evento che proprio a questo patrimonio vuole dare voce.
La Festa dell’allevatore
«L’Asta dei Formaggi è nata lo scorso anno come una novità di Friuli Doc e ha saputo immediatamente conquistare l’attenzione e la partecipazione del pubblico», ricorda Venanzi. «Per questo abbiamo voluto riproporla, riportando nel cuore della città il racconto di un mondo, quello delle malghe e degli allevatori, che rappresenta una parte preziosa della nostra identità. La Festa dell’allevatore e il taglio della prima forma a Malga Montasio sono il modo migliore per ricordare quanto lavoro, passione e cura ci siano dietro ogni forma che arriverà sulla tavola».
L’asta
Ogni forma racconta storie di pascoli curati con dedizione, di mandrie condotte tra i prati alpini, di mani esperte che trasformano il latte fresco in un tesoro da custodire e tramandare. Sono circa quaranta oggi le malghe ancora produttive in Friuli Venezia Giulia, veri presidi di biodiversità e tradizione che rappresentano un patrimonio inestimabile. Qui la vita scorre al ritmo delle stagioni e delle fatiche quotidiane, tra l’alba e il rientro del bestiame, con la consapevolezza che ogni anno porta con sé nuove sfide, dal cambiamento climatico ai predatori, fino alle condizioni sempre più complesse per chi sceglie di restare a presidiare le terre alte. L’asta, curata dalla Cooperativa Malghesi, diventa così un momento di incontro e di valorizzazione. Le forme selezionate provengono da differenti malghe e racchiudono sfumature di gusto che cambiano da valle a valle, da famiglia a famiglia. Ogni assaggio è diverso, ogni forma è unica, espressione di un equilibrio irripetibile tra natura, clima, erbe e mani sapienti. Domenica 13 settembre, sotto la Loggia del Lionello, quel patrimonio tornerà dunque protagonista di un appuntamento che intreccia gastronomia, tradizione e solidarietà. L’incanto delle forme non sarà soltanto un gioco di rilanci e aggiudicazioni, ma soprattutto un gesto di sostegno concreto a chi tiene viva un’arte antica e la consegna al futuro.
Gli allestimenti
Intanto, in città sono cominciati in questi giorni gli allestimenti della kermesse, giunta alla 32ª edizione e in programma dal 10 al 13 settembre. Basta una passeggiata nelle vie del centro per respirare già l’atmosfera che tra due settimane trasformerà Udine in una vetrina enogastronomica a cielo aperto. In piazza Venerio, per esempio, sono già visibili i primi stand, mentre i lati di diverse strade, da via Aquileia a via Rialto, per non dire di piazza Libertà, sono stati imbandierati con i loghi di Friuli Doc. Saranno circa 33 mila i metri quadrati destinati alla festa: una mappa molto estesa e che condurrà il pubblico attraverso piazza Primo Maggio, il piazzale del Castello, piazza San Cristoforo, piazza Duomo, via Savorgnana, piazza XX Settembre, piazza Venerio, piazza Patriarcato, largo Ospedale Vecchio e via Aquileia, in un viaggio tra territori e tradizioni differenti. Qualcosa di più, insomma, di una rassegna gastronomica, visto che palchi e dj set, degustazioni, laboratori, conferenze, mostre, il Villaggio dello Sport, Villaggio dei Bambini e Furlan Doc sono ormai diventati parte integrante dell’esperienza.
L’Accademia della cucina
Tra le diverse iniziative in programma, come non prevedere anche un appuntamento con l’Accademia italiana della cucina. La delegazione di Udine ha organizzato una conferenza per sabato 12 settembre, alle 11, a palazzo Mantica, in via Manin 24, ospiti della Società Filologica Friulana. Al centro dell’incontro, il tema “La tavola friulana. Cinquant’anni di cambiamenti tra memoria, salute e tradizione”. A cinquant’anni dal terremoto, la conferenza propone una riflessione sull’evoluzione della cultura alimentare friulana, assumendo il 1976 come punto di partenza di un percorso che conduce fino ai nostri giorni. Non una ricostruzione dell’evento sismico, bensì un’indagine su come siano cambiati, nel corso di mezzo secolo, il modo di cucinare, di mangiare e di vivere la tavola in Friuli.
Al tavolo dei relatori ci saranno Massimo Percotto, delegato onorario e coordinatore territoriale del Friuli Venezia Giulia dell’Accademia italiana della Cucina, che parlerà de “La cultura alimentare del Friuli negli ultimi cinquant’anni: permanenze e mutamenti”, Carla Mariotto, biologa nutrizionista e kinesiologa, che approfondirà il tema “Mangiavamo meglio nel 1976?”, e Marina Terrazzer, gastronoma, che parlerà de “La tradizione si conserva cucinando”. L’incontro, moderato dalla delegata Annalisa Sandri, esplorerà le profonde trasformazioni che hanno interessato la società friulana: l’evoluzione della famiglia, il mutato ruolo della donna, la modernizzazione degli ambienti domestici, i nuovi modelli di consumo, la crescente attenzione agli aspetti nutrizionali e il progressivo recupero della tradizione gastronomica come elemento identitario.
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