Udine cambia volto, operazione da 11 milioni
L’impresa costruzioni Rizzani De Eccher acquista l’area compresa fra le vie Uccellis e Diaz
Circa 13 mila metri quadrati, un’area di Udine molto vasta che è compresa tra via Uccellis e via Diaz. Ospita anche una dozzina di immobili tra cui gli uffici direzionali dell’Enel, fino al 2005 proprietaria dei terreni e dei fabbricati.
Attualmente vi lavora oltre un centinaio di persone. È questa la cornice all’interno della quale è avvenuta un’importante operazione immobiliare che ha visti protagonisti da una parte la società Al Roseto spa, con sede in via Aquileia, proprietaria dei terreni, e dall’altra l’impresa di costruzioni cittadina, Rizzani De Eccher spa.
Il valore della transazione si aggirerebbe attorno agli undici milioni di euro. Dalle parti interessate, però, non arriva alcun commento su questo importante fatto che riguarda una parte strategica della città.
Un’operazione immobiliare, quella messa a segno dalla De Eccher, che rappresenta un ulteriore tassello nel complesso puzzle di una città che sta cambiando radicalmente in virtù soprattutto delle tante aree dismesse (si pensi alle caserme, alla ex Safau, l’ex “frigorifero”, tanto per citarne alcune) in cerca di nuove destinazioni d’uso e in attesa, soprattutto, del nuovo Piano regolatore.
Gli interessati, come detto, si affidano alla consegna del silenzio. Scelta più che legittima e comprensibile. Anche perché, teoricamente, all’interno dell’area nulla cambierà nell’immediato nel senso che l’Enel pagherà l’affitto al nuovo proprietario e rimarrà lì fino a scadenza del contratto.
Ma anche su questo elemento è nebbia fitta. Di certo, gli operatori economici della città, che da giorni erano a conoscenza dell’esito dell’operazione immobiliare, sono pronti a scommettere che dal cilindro della De Eccher spunterà qualche interessante progetto di valorizzazione dell’intera area.
Già, ma quale? Questione di settimane o mesi al massimo, poi – assicurano ancora gli ambienti economici cittadini – tutto sarà più chiaro. E resterà comunque vincolato alla possibilità che l’impresa acquirente invii una richiesta al Comune. Molto cauto, al proposito, appare anche l’assessore comunale alla Pianificazione territoriale, Mariagrazia Santoro.
Che commenta: «So che l’area di cui si parla è destinata a impianti tecnologici e quindi, per adesso, questa rimane la sua “vocazione”». Poi aggiunge: «Sicuramente si tratta di una delle aree che sono state dismesse a vario titolo, la cui rideterminazione sarà uno degli elementi del nuovo Piano regolatore».
Insomma, situazioni urbanistiche in fase di trasformazione e che saranno – dice ancora la Santoro – attentamente prese in considerazione. «A noi – tiene a precisare – ovviamente la transazione non interessa. Sappiamo, peraltro, che ci sono diverse richieste di “attenzioni” su altre aree su cui si chiede una diversa destinazione d’uso. Ripeto: di tutto questo si occuperà il Piano regolatore».
Quanto ai tempi del nuovo Piano, la Santoro informa che l’amministrazione comunale sta rifacendo il giro dei quartieri cittadini per presentare il primo livello di analisi. Entro l’estate il documento relativo alle direttive del Piano dovrebbe essere esaminato dal Consiglio comunale. L’adozione dovrebbe avvenire entro l’estate del 2011, mentre l’obiettivo dell’approvazione finale è stato posto entro la legislatura in corso.
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