Udine, arriva il presepe: tolte le panchine per evitare i bivacchi dei richiedenti asilo

Il Comune accoglie la richiesta avanzata da Confesercenti. La decisione dopo l’installazione della natività in via Aquileia

La loro presenza era considerata una “stonatura”. Quei richiedenti asilo che erano soliti radunarsi sulle panchine dell’area verde di piazzetta del Pozzo, alla fine di via Aquileia, rischiavano di rovinare lo spirito natalizio, soprattutto in questo 2018 caratterizzato dalla sistemazione di un Presepe in quell’area (a cura degli Amici del presepio di Qualso). E così il Comune di Udine, in accordo con Confesercenti, ha rimosso le due panchine presenti nel giardinetto pubblico. Finché la rappresentazione della Natività resterà nella piazzetta, nessun migrante (ma nemmeno residenti o turisti) potrà sedersi in quel luogo. A primavera si vedrà il da farsi, come ha confermato l’assessore comunale Alessandro Ciani.

Una scelta, quella della giunta Fontanini, che non è passata inosservata tra i frequentatori della zona, diventata, per la sua vicinanza a Borgo stazione, luogo di incontro privilegiato per i richiedenti asilo accolti nell’ex caserma Cavazerani.

Come spesso emerso sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, la posizione dei cittadini non è univoca, tra chi non apprezzava questa presenza continua durante il giorno, e chi, invece, se n’era fatto una ragione, senza badarci più di tanto. Quando però Confesercenti ha deciso di abbellire borgo Aquileia e la sua porta con luci natalizie e presepi, qualcosa è cambiato, e così è stata avanzata al Comune di Udine la richiesta di rimuovere quelle panchine a due passi dalla Natività.

Richiesta accolta dall’amministrazione, come ammette lo stesso assessore Ciani. Si è scelto, in buona sostanza, di fare di piazzetta del Pozzo un luogo di visita per coloro che vorranno vedere il Presepe. Una visione agli antipodi rispetto a quella che ha ispirato l’anno scorso la Natività di via Gemona, dove Gesù Bambino fu fatto nascere su una zattera, o meglio su un barcone, simbolo degli sbarchi in corso in quel momento sulle coste italiane. Non mancarono le polemiche, così come, immaginiamo, ne sorgeranno questa volta per la decisione di rimuovere le panchine. Scambiando qualche parola con i commercianti e gli operatori della zona, è emerso l’appezzamento nei confronti di Confesercenti e del Comune per aver ridato “luce” a questa parte della città, spesso rimasta ai margini. Nessun riferimento preciso, invece, alla rimozione delle panchine.

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