Una città che invecchia e con più persone sole: ecco come sta Udine
Presentato in Comune il nuovo Profilo di Salute della Città: tra i punti di forza, gli alti livelli di istruzione e reddito e i servizi

Una città che invecchia, nella quale aumentano le persone sole e cambiano le esigenze sociali e sanitarie della popolazione, ma che può contare su livelli elevati di istruzione e reddito, un'importante partecipazione ai programmi di prevenzione oncologica e un'ampia dotazione di servizi per la qualità della vita.
È il quadro che emerge dal nuovo Profilo di Salute della Città di Udine, presentato giovedì 8 ottobre nella Sala Ajace di Palazzo D'Aronco, davanti a circa settanta persone tra operatori sociali e sanitari, rappresentanti del terzo settore e della pubblica amministrazione.
I risultati delle due indagini statistiche realizzate dall'IRES FVG per il Comune di Udine sono stati illustrati dai ricercatori Alessandro Russo e Gianluca Masotti. L'incontro, aperto dal sindaco Alberto Felice De Toni e introdotto da Stefania Pascut, responsabile dell'unità operativa comunale Progetti Area Socio-Sanitaria, si è concluso con gli interventi del professor Silvio Brusaferro dell'Università di Udine, del presidente di Federsanità ANCI FVG Giuseppe Napoli e dell'assessore comunale alla Salute ed Equità sociale Carlo Giacomello.
Il progetto Città Sane
Il Profilo di Salute nasce nell'ambito del programma internazionale "Città Sane", promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità a partire dal 1986 per sostenere il ruolo delle amministrazioni locali nella tutela della salute e del benessere delle comunità. Udine aderisce al movimento dal 1995 e fa parte della Rete Italiana Città Sane – OMS dal 2001.
Il principio alla base del programma è che la salute non dipende esclusivamente dalle cure mediche e dall'efficienza dei servizi sanitari, ma anche dalle condizioni economiche e sociali, dall'ambiente in cui si vive, dalla qualità delle abitazioni, dalla mobilità, dall'alimentazione e dalle opportunità di relazione e partecipazione alla vita della comunità. Tutti elementi sui quali le amministrazioni comunali possono intervenire attraverso le proprie politiche.
Da qui la necessità di costruire un quadro aggiornato e misurabile delle condizioni di salute della popolazione udinese. Le trasformazioni demografiche, l'aumento delle persone anziane, le nuove fragilità sociali e i cambiamenti negli stili di vita richiedono infatti strumenti conoscitivi capaci di individuare i bisogni reali dei cittadini e anticipare quelli futuri.
Le indagini condotte da IRES FVG rispondono a questa esigenza attraverso l'analisi di dati demografici, sociali, economici, sanitari e ambientali. Lo studio prende come riferimento il modello dell'OMS, basato su 32 indicatori quantitativi, integrandolo con ulteriori informazioni statistiche e con i dati del sistema di sorveglianza sanitaria PASSI.
Il Profilo di Salute rappresenta quindi la base conoscitiva per elaborare il futuro Piano di Salute della città, uno strumento di programmazione che consentirà di individuare le priorità di intervento, coordinare le iniziative del Comune con quelle dei servizi sanitari e del territorio e valutare nel tempo l'efficacia delle azioni intraprese.
Una città che invecchia
Il primo dato significativo riguarda la composizione della popolazione. Negli ultimi quindici anni il numero complessivo dei residenti è rimasto sostanzialmente stabile, attorno alle 98.300 persone, ma è cambiata profondamente la struttura demografica della città.
Gli ultrasessantacinquenni sono 26.591, pari al 27,1% della popolazione, mentre i minori di 15 anni rappresentano appena il 10,7%. Per ogni 100 giovani sotto i 15 anni si contano oggi 253 anziani. L'età media dei residenti è di 48,4 anni e, rispetto al 2011, gli over 50 sono aumentati di circa 6.000 unità.
La tendenza è destinata a rafforzarsi. Secondo le proiezioni demografiche, nel 2050 gli over 65 potrebbero raggiungere il 33,8% della popolazione, con un'età media prossima ai 51 anni. A questo si aggiunge il progressivo calo della natalità: i decessi annui sono ormai quasi il doppio delle nascite e i flussi migratori, che finora hanno contribuito a mantenere stabile la popolazione, potrebbero non essere sufficienti a compensare il saldo naturale negativo.
Particolarmente rilevante è il fenomeno della solitudine abitativa. Al primo gennaio 2025 sono 25.014 le persone che vivono sole, quasi 3.000 in più rispetto a dieci anni prima. Le famiglie composte da una sola persona rappresentano ormai il 49% dei nuclei familiari, contro il 39,8% del 2005.
Tra le persone sole, 10.363 hanno più di 65 anni e il 72,1% è costituito da donne. A queste si aggiungono 1.882 genitori che vivono senza un partner con figli di età inferiore ai vent'anni, nell'87% dei casi donne.
Si tratta di trasformazioni che pongono nuove sfide per i servizi sociali e assistenziali, per il sostegno alla domiciliarità, per la promozione dell'invecchiamento attivo e per la costruzione di occasioni di socialità capaci di contrastare l'isolamento.
Un ulteriore elemento riguarda la composizione della popolazione straniera, che conta 14.581 residenti, pari al 14,8% del totale. Anche all'interno di questa componente si registrano una progressiva riduzione delle nascite e un aumento dell'età media.
Il Profilo evidenzia inoltre alcune condizioni di vulnerabilità economica, soprattutto nei nuclei familiari con minori e con componenti stranieri. Nel 2024 sono 3.338 le famiglie con ISEE ordinario inferiore a 6.000 euro. Sul fronte della marginalità abitativa, nel 2025 i servizi territoriali hanno intercettato 956 persone senza fissa dimora, in larga parte migranti in transito.
Accanto alle fragilità, Udine presenta importanti punti di forza socioeconomici. Il 23,3% dei residenti con più di 25 anni possiede una laurea, una percentuale sensibilmente superiore alla media regionale del 13,9%. La città si colloca inoltre ai primi posti in Friuli Venezia Giulia per reddito medio dichiarato, pur in presenza di differenze significative tra le diverse componenti della popolazione.
Salute e prevenzione: adesione agli screening superiore alla media nazionale
Il secondo grande ambito di analisi riguarda le condizioni di salute e gli stili di vita dei cittadini.
La mortalità generale risulta superiore alla media italiana, con 12,1 decessi ogni mille abitanti contro gli 11,1 nazionali, un dato legato anche alla maggiore incidenza della popolazione anziana.
Le principali cause di morte sono rappresentate dalle malattie cronico-degenerative, in particolare tumori maligni e patologie cardiovascolari, entrambe in significativa diminuzione rispetto al 2019. Il tasso di mortalità per tumori maligni è passato da 357,5 a 310,2 decessi ogni 100.000 abitanti, mentre quello per malattie cardiocircolatorie si attesta nel 2024 a 255,2.
Un andamento diverso emerge per i tumori dell'apparato digerente, la cui mortalità è aumentata da 111,1 a 122,1 decessi ogni 100.000 abitanti tra il 2019 e il 2024. Un elemento che richiama l'importanza di rafforzare ulteriormente la prevenzione, soprattutto attraverso l'adozione di corretti stili alimentari, la pratica di attività fisica e la partecipazione agli screening.
Proprio su quest'ultimo fronte Udine presenta risultati particolarmente positivi. L'adesione agli screening oncologici è sensibilmente superiore alla media nazionale: il 91% per quello cervicale, il 90,1% per quello mammografico e il 75,4% per lo screening colorettale. Quest'ultimo dato supera di ben 28 punti percentuali la media italiana, ferma al 47,4%.
Le indagini mettono però in evidenza anche alcuni comportamenti sui quali è necessario intervenire. Rispetto alla media italiana, i cittadini udinesi mostrano una minore propensione a camminare o utilizzare la bicicletta e un consumo inferiore di frutta e verdura. Particolarmente significativo è il dato relativo all'alcol: il 72,3% della popolazione ne dichiara il consumo, contro il 57,7% registrato a livello nazionale.
Un altro ambito che richiede attenzione è la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto tra le persone affette da patologie croniche. In questo gruppo la copertura si attesta al 14,8%, contro una media nazionale del 25%.
Il quadro restituisce quindi una città con una forte cultura della prevenzione oncologica, ma con margini di miglioramento sul fronte degli stili di vita, dell'attività fisica e della prevenzione delle malattie croniche e respiratorie.
I punti di forza
Un ulteriore aspetto positivo riguarda l'offerta dei servizi per la prima infanzia. Nel 2025 Udine dispone di 1.144 posti negli asili nido, con una copertura potenziale pari al 61,6% dei bambini tra zero e due anni, in forte crescita rispetto al 42,6% del 2019. Un risultato superiore agli obiettivi nazionali ed europei e particolarmente importante per il sostegno alle famiglie e alla conciliazione tra vita e lavoro.
Anche il quadro ambientale presenta elementi favorevoli. La copertura vegetale interessa il 65,7% della superficie comunale, una percentuale superiore alla media delle principali città europee. Ogni residente può contare su 19,8 metri quadrati di verde urbano accessibile, un valore superiore alla media dei capoluoghi italiani, anche se inferiore a quello delle principali città del Nordest.
La rete delle piste ciclabili è cresciuta dai 38,6 chilometri del 2019 ai 52,8 del 2024, mentre i valori medi annui degli inquinanti atmosferici analizzati risultano inferiori ai limiti normativi attualmente previsti. Resta tuttavia importante proseguire il lavoro per adeguarsi ai futuri standard europei sulla qualità dell'aria e favorire forme di mobilità sempre più sostenibili.
Sul fronte dell'educazione alla salute, nel 2025 sono stati realizzati 42 progetti finanziati dal Comune e dall'Azienda sanitaria, per la maggior parte in collaborazione con associazioni, professionisti e realtà del terzo settore. Un patrimonio di iniziative che il Profilo indica come punto di partenza per costruire una programmazione maggiormente coordinata e condivisa.
Dai dati alle politiche: le priorità per la salute della comunità
Il valore del Profilo di Salute risiede soprattutto nella possibilità di trasformare le informazioni raccolte in strumenti concreti di programmazione.
L'aumento degli anziani e delle persone sole, ad esempio, richiede di rafforzare le reti di prossimità, i servizi domiciliari, le occasioni di incontro e le iniziative per l'invecchiamento attivo. Le fragilità economiche e familiari indicano la necessità di integrare maggiormente le politiche sociali, abitative ed educative, mentre i dati sugli stili di vita suggeriscono di investire su prevenzione, alimentazione, sport e mobilità attiva.
Allo stesso modo, il monitoraggio della salute della popolazione consente di individuare con maggiore precisione i gruppi più vulnerabili e orientare le iniziative di informazione e sensibilizzazione, attraverso la collaborazione tra Comune, Azienda sanitaria, scuole, università e associazioni.
«Conoscere in modo approfondito la nostra città, la sua popolazione e le condizioni di salute dei cittadini è il primo passo per costruire politiche pubbliche sempre più efficaci e vicine ai bisogni reali delle persone», dichiara Carlo Giacomello, assessore alla Salute ed Equità sociale del Comune di Udine.
«Questi dati ci mostrano una città che dispone di servizi di qualità e di una forte attenzione alla prevenzione, ma che deve prepararsi ad affrontare trasformazioni demografiche e sociali importanti. Penso soprattutto all'aumento delle persone anziane e di chi vive solo, ma anche alla necessità di promuovere stili di vita più sani e di ridurre le disuguaglianze. La salute non è una questione che riguarda soltanto gli ospedali: passa attraverso le relazioni sociali, gli spazi pubblici, lo sport, l'ambiente e le opportunità che una comunità è capace di offrire. Con questo lavoro vogliamo dare una base scientifica alle nostre scelte e rafforzare la collaborazione con tutti i soggetti del territorio, affinché le politiche comunali possano contribuire concretamente al benessere delle persone, in ogni fase della vita».
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