«Musica alta e schiamazzi»: a processo la titolare dello storico bar dei motociclisti
Si tratta di un locale di Campeglio di Faedis punto di riferimento per i bikers. I vicini del bar hanno denunciato i rumori eccessivi

È considerato una vera istituzione per i motociclisti di tutta la regione che quando transitano nei pressi di Faedis fanno tappa obbligata a Campeglio, al “Bar da Lucia”. Un locale gestito da decenni da Lucia Di Gaspero, che sul web gode di recensioni eccellenti per l’accoglienza garantita e per la passione che trasmette alla clientela.
L’entusiasmo degli avventori, però, non sempre è stato condiviso dai vicini del bar, che dal 2020 a oggi hanno presentato due denunce lamentandosi per i rumori eccessivi. Se un primo procedimento si né concluso con un patteggiamento, il secondo è in corso, con l’ultima udienza in ordine di tempo che si è svolta lunedì nel tribunale di Udine davanti al giudice Matteo Carlisi. Di Gaspero deve rispondere dell’ipotesi di reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. La donna è difesa dall’avvocato Francesco Pittini.
L’accusa della Procura nei suoi confronti riguarda «l’abuso di strumenti sonori e la diffusione, specialmente nel fine settimana, di musica ad alto volume in orario serale e notturno (anche oltre la mezzanotte)», senza fare nulla per «impedire il conseguente vociare e gli schiamazzi degli avventori», finendo per disturbare il riposo dei vicini. Proprio chi vive a una distanza di pochi metri dal locale ha sporto querela per i disagi patiti, e si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Guglielmo Pelizzo. A scatenare le ire dei vicini è stato il chiosco posizionato all’esterno del bar (poi smantellato) durante la pandemia di Covid, oltre alle frequentazioni soprattutto durante i fine settimana.
«La mia assistita», ha detto Pelizzo, «è stata costretta a tollerare una rumorosità eccessiva a causa della musica ad alto volume e degli schiamazzi. L’obiettivo della causa», ha assicurato il legale, «è trovare una soluzione tecnica in grado di far convivere le due realtà: l’attività del bar da un lato, il diritto al riposo della mia assistita dall’altro».
L’udienza è stata rinviata al 2 novembre, quando in aula saranno mostrati i video girati dalla parte offesa per dimostrare i disagi patiti a causa dei rumori provenienti dal locale, anche a tarda ora.
«I rapporti prima pacifici si sono deteriorati durante la pandemia da Covid», ha spiegato l’avvocato Pittini, «con la capacità di tolleranza dei vicini che è venuta meno. Ora sarà necessario individuare una strada condivisa per far continuare una convivenza tra le parti».
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