Udine, anatroccoli salvati in via Gemona dai vigili del fuoco

UDINE. Otto anatroccoli non riuscivano a uscire dal laghetto di via Gemona e risalire sulla terraferma e, dopo un iniziale scambio di responsabilità tra Comune e Provincia su chi debba intervenire in questi casi, sono scesi in campo i vigili del fuoco per dare un lieto fine a questa storia. Grazie a un’asse di legno hanno permesso ai piccoli di uscire dall’acqua.
A notare gli animali in difficoltà sono state, ieri mattina, alcune mamme che erano andate a portare i figli all’Uccellis. Avevano visto un’anatra con i suoi piccoli nel laghetto, che di recente è tornato a popolarsi. Ma mentre l’animale adulto era riuscito agevolmente a raggiungere il prato, la nidiata aveva qualche difficoltà a raggiungere la genitrice.
«Due anatroccoli in particolare – racconta Micol Toffoletti, una delle mamme che ieri si sono date da fare per salvare gli animali – erano troppo piccoli e non riuscivano a superare una guaina metallica di protezione, alta una decina di centimetri, e sarebbero probabilmente morti se fossero rimasti in acqua a lungo.
A quel punto abbiamo chiesto aiuto al Comun: bastava soltanto posizionare un’asse di legno, per consentire ai piccoli di salire e uscire dall’acqua, ma gli uffici comunali ci hanno detto di non essere competenti e di chiamare la Provincia che, a sua volta, ci ha dirottati agli uffici comunali Tutela animali e Verde pubblico che hanno ribadito di non poter fare nulla.

Quindi, per evitare il peggio, abbiamo chiamato i vigili del fuoco». I pompieri sono arrivati subito, già muniti di asse e in pochi minuti hanno salvato i piccoli. «Non abbiamo ancora capito – dice Toffoletti – a quale ente dobbiamo rivolgerci in casi come questi».
Lo abbiamo chiesto all’assessore comunale Cinzia Del Torre, che spiega: la competenza sulla fauna selvatica, in cui rientrano le anatre, è della Provincia. Noi non abbiamo gli strumenti per agire in tali situazioni, inverveniamo solamente sugli animali infestanti, come per esempio piccioni e ratti, per garantire la salute pubblica».
Il servizio Risorse faunistiche della Provincia, però, può contare solamente su due operatori che «coprono l’intero territorio provinciale, dalle 7 alle 19 (facendo a turno, con poche ore di compresenza), per cui non è facile gestire tutte le richieste» sottolinea il direttore dell’Area ambiente Paolo De Alti.
«Pur non conoscendo nei dettagli quello che è successo – commenta –, posso immaginare che siano stati impegnati. In primavera, stagione degli amori, il lavoro è maggiore e gli interventi di recupero di animali in difficoltà sono moltissimi».
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