Uccisi 5 criminali, è giallo sui legami col caso Regeni

UDINE. Prima un’accelerazione, che ha tanto il sapore della verità di comodo “impacchettata” ad arte per trovare una soluzione a un caso sempre più spinoso per il regime di al-Sisi, poi una frenata, momentanea o definitiva lo diranno i prossimi giorni. La scomparsa e l’uccisione di Giulio Regeni si infittisce di un nuovo mistero, o di possibile depistaggio a seconda dei punti di vista e dei sospetti che rimbalzano dall’Italia, dalle tinte mediorientali.
Nel primo pomeriggio di ieri, infatti, una «fonte della sicurezza» in «dichiarazioni esclusive» rilanciate sul sito del quotidiano egiziano “El Watan”, ha sostenuto che la polizia del Cairo avrebbe ucciso una banda di sequestratori locali esperta nel rapimento di cittadini stranieri.
La stessa fonte, poi, avrebbe anche sostenuto che i componenti del gruppo – cinque persone provenienti dal Governatorato di Sharqiyya, sul delta del Nilo, e da quello di Shubra El-Khema –, sarebbero «legati all’omicidio» del giovane ricercatore di Fiumicello. «Al momento dell’arresto c’è stato uno scontro a fuoco con la polizia che ha portato alla morte di cinque componenti della banda», riferisce la fonte citata da “El Watan”.
Il responsabile dell’ufficio stampa del ministero dell’Interno del Cairo, Mohamed al-Folly, ha però immediatamente negato la notizia sottolineando che sarebbe soltanto frutto di «una speculazione dei media».
E a stretto giro di posta si è schierato anche il sito del quotidiano filo-governativo egiziano Al-Ahram che, pur senza escluderla del tutto, ha frenato sull’ipotesi che i criminali uccisi alla periferia della capitale nordafricana siano legati all’omicidio di Regeni.
«Una fonte della sicurezza», scrive Al-Ahram «ha smentito informazioni pubblicate da siti web che legano l’omicidio dell’accademico italiano alla banda specializzata nel sequestro e rapina di stranieri».
La fonte ha dichiarato che gli apparati di sicurezza «continuano il loro lavoro per svelare i responsabili dell’omicidio dell’italiano e anche i crimini commessi da questa banda, e se c’è un rapporto tra loro», conclude il sito. Contemporaneamente, poi, un altro sito – Al-Shorouk – ha invece fornito una nuova versione e cioè che una delle vittime della banda è sì un cittadino di nazionalità italiana, ma che sarebbe stato vittima di una truffa, non di un sequestro, del valore di 10 mila dollari.
Ufficio stampa a parte, inoltre, si attende ancora una comunicazione ufficiale dei vertici del Governo egiziano, così come la aspettano gli investigatori italiani presenti nord Africa nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma.
I nostri inquirenti al Cairo sono stati informati dello scontro a fuoco, ma i magistrati di piazzale Clodio attendono ora un documento ufficiale da parte della magistratura locale in base anche alla collaborazione suggellata con l’incontro di poco più di una settimana fa tra il procuratore capo Giuseppe Pignatone e quello generale d’Egitto, Nabil Ahmed Sadek.
Nel frattempo, a due mesi esatti dalla scomparsa di Regeni al Cairo, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e Cild ha lanciato l’iniziativa di una mobilitazione online per trovare, e assicurare alla giustizia, gli aguzzini del ragazzo.
«L’invito che rivolgiamo a tutti – spiega Gonnella – è quello di farsi una foto con un cartello in mano nel quale ci sia scritto semplicemente “Verità per Giulio”, condividendolo il 25 marzo (oggi ndr) a due mesi dal rapimento di Giulio sui propri account social e accompagnandolo da un invito al Governo italiano affinché aumenti l’impegno e le pressioni su quello egiziano per una reale e fattiva collaborazione nella ricerca dei colpevoli di questo crimine. Dopo tutte queste settimane siamo lontani da qualcosa che assomigli alla cooperazione giudiziaria. L’impegno del presidente egiziano al-Sisi non ha prodotto risultati concreti.
Siamo fermi e cresce pericolosamente il rischio dell’impunità». L’hashtag dell’iniziativa da utilizzare su twitter è #VeritaPerGiulio e riprende la mobilitazione lanciata da Amnesty International Italia.
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