Tutta l’ira dei sappadini: "Il Pd ci ha preso in giro"

SAPPADA. Dire che a Sappada non hanno preso bene la decisione del Senato di escludere dall’ordine del giorno il disegno di legge riguardante il passaggio al Fvg è un eufemismo.
Rabbia, delusione ed esasperazione si fondono insieme creando un mix devastante dall’amaro sapore di umiliazione. Il sindaco del comune dolomitico, Manuel Piller Hoffer, teme ora il rischio concreto dell’affossamento del testo, dopo che già l’iter in Commissione è stato lungo e tortuoso.
Sembrava cosa fatta: rapida analisi in Aula, votazione a favore, in linea con le numerose dichiarazioni fatte in precedenza, e trasmissione del ddl alla Camera.
Di chi è la colpa? Il dito è puntato verso il mondo politico, in direzione del Pd, a favore dell’esclusione del provvedimento: «Negli ultimi giorni si sono viste chiare tensioni all’interno del partito. Per anni hanno detto tutti di si, ora dopo otto anni dicono di no. Hanno preso in giro la gente, ecco la verità.
E visto che non hanno voluto la discussione – prosegue – a questo punto devono trovare una soluzione per risolvere le problematiche territoriali della nostra zona.
Cito ad esempio la questione dei Fondi Brancher dei quali non beneficiamo: hanno creato malumori e disparità perché consentono ai Comuni confinanti col Trentino Alto Adige di accedere ad ingenti risorse economiche dell’ordine di 80 milioni di euro all’anno. I Comuni investono e poi ci fanno concorrenza».
Un inizio settimana particolarmente impegnativo per Sappada, già al centro dei lavori del Consiglio provinciale di Belluno in cui è emerso il fantasma del mancato distacco legato alla modifica dell’ordine del giorno.
Dopo l’esito dei lavori a Palazzo Madama il sindaco Piller Hoffer ha scelto di fare il punto della situazione, analizzandola oggi nel corso del Consiglio comunale, manifestando la ferma intenzione «di non fare altri otto anni nel limbo».
La delusione e la rabbia emergono palesemente anche dai rappresentanti del Comitato per il passaggio di Sappada: «Sappiamo che è stato il Pd – ha dichiarato Danilo Quinz – Gianclaudio Bressa: è riuscito nel suo intento. Il passaggio è stato ostacolato perché si creerebbe un precedente in Veneto, ma noi non ci rassegniamo e chiederemo un incontro con la presidente del Fvg, Debora Serracchiani».
Sonego e la senatrice Laura Fasiolo, anche lei del Pd, sono poi i bersagli delle esternazioni di Alessandro Mauro, collega di Quinz: «Provo amarezza per quanto hanno dichiarato. Sarebbe stato meglio un “no” del Parlamento. Non possiamo accettare il rinvio e le loro dichiarazioni, che altro non rappresentano se non un modo soft di dire no.
A questo punto metto in dubbio la volontà del Pd friulgiuliano di portare Sappada in Fvg. Se non ci vogliono è meglio che ce lo dicano perché quello che si è visto ieri è una vittoria di Bressa e dei conservatori. Quanto a Sonego e alla Fasiolo devono dire di aver accettato il diktat del sottosegretario e la Serracchiani deve dire che non ce l’ha fatta».
L’esponente del Comitato è un fiume in piena: «Come sappadino mi dispiace che il Pd Fvg, che è in contatto diretto col Governo, ci abbia scaricati.
L’esito al Senato non lascia dubbi all’interpretazione: la comunità di Sappada è stata umiliata due volte, in Consiglio provinciale prima e a Roma poi. Ma hanno scaricato pure un ddl di un politico del Pd del Fvg. E così ora saltano fuori i giochi politici sulla pelle dei cittadini».
Il messaggio si fa ancora più chiaro: «Basta umiliazioni. Dicano di no e subito. Non vogliamo andare dove non ci vogliono. Chi non ci vuole lo dica! Pensavamo che il Fvg fosse una sponda a cui appoggiarci e invece...». E alla domanda se il Comitato intenda dare vita ad un’iniziativa come fece lo scorso maggio, con una sfilata per le vie del centro, la risposta è decisa: «Si, e sarà un evento ancora più grande».
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