«Tumuli fuori posto», il Comune si difende

MONTEREALE VALCELLINA. Fra le tante espressioni del volontariato locale, da diversi anni si registra la manutenzione del cimitero di Montereale da parte di un gruppo di pensionati. Coordinati da...

MONTEREALE VALCELLINA. Fra le tante espressioni del volontariato locale, da diversi anni si registra la manutenzione del cimitero di Montereale da parte di un gruppo di pensionati. Coordinati da Vitaliano Fignon, si occupano di tenere in ordine prato, tombe e vialetti. La loro opera, assieme all’attenzione riservata a quel luogo sacro dai tecnici del Comune, contribuisce a valorizzare un gioiello d’arte come l’antica chiesa cimiteriale di San Rocco (ex pieve di Santa Maria di Calaresio), nome originario di quella località, ampliata nel XV secolo e affrescata dal Calderari con il ciclo sulla vita di Maria tra il 1559 e il 1563. I volontari recentemente hanno però contestato la collocazione di cinque tumuli a ridosso del muro di cinta sul lato della strada. Secondo Fignon «bisognava inumare quei resti in altra zona del camposanto, in quanto impediscono il passaggio di eventuali cortei funebri proprio a ridosso del muro di cinta e potrebbero pregiudicare la stabilità di quell’antico muro in sasso».

Di tutt’altro parere sono i responsabili dell’ufficio tecnico comunale. «Si è trattato – sostiene il responsabile Erasmo De Zorzi – dell’esumazione di alcune salme dai loculi per uno stato di necessità. Pur trascorso il periodo previsto dalla legge, su quelle salme non risultava completato il processo di mineralizzazione, ragion per cui – osserva De Zorzi – hanno dovuto essere provvisoriamente inumate in un angolo del cimitero. Si tratta di una sistemazione del tutto limitata nel tempo, scelta per non interferire con altri spazi necessari a future inumazioni, e proprio per non intralciare le funzioni religiose. Va infine esclusa qualsiasi ipotesi di compromissione del muro di cinta che regge altre lapidi. Il luogo – conclude De Zorzi – è stato individuato con logica e buon senso».

Sigfrido Cescut

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto