Truffe agli anziani, 25 tentativi in un giorno nel Pordenonese: nessuno ci casca

Falsi carabinieri, tecnici del gas e richieste di denaro per incidenti o gioielli: le telefonate hanno riguardato Pordenone, Azzano, Sacile e altri comuni. Tutte le vittime hanno riconosciuto l'inganno e avvisato il 112

Venticinque tentativi di truffa in una sola giornata, ma nessuno andato a segno. È il bilancio di lunedì 14 settembre 2026 nel territorio pordenonese, dove numerosi anziani hanno ricevuto telefonate da parte di malintenzionati intenzionati a impossessarsi di denaro e gioielli.

Tra le 9 e le 18 sono state 25 le persone che hanno contattato la centrale operativa dei carabinieri del comando provinciale di Pordenone per segnalare le telefonate ricevute e raccontare quanto era appena accaduto.

I tentativi si sono concentrati soprattutto a Pordenone, con 10 episodi, e ad Azzano Decimo, con 4. Tre chiamate sono state segnalate sia a Sacile sia a Brugnera, mentre due hanno riguardato Porcia. Un tentativo è stato registrato rispettivamente a Cordenons, Fontanafredda e San Quirino.

Il furto in gioielleria e l'incidente stradale

I truffatori hanno utilizzato diverse strategie per creare ansia e confusione nelle loro vittime e conquistare la loro fiducia. A seconda dei casi si sono presentati come Carabinieri, Vigili Urbani oppure tecnici del gas, costruendo storie differenti ma con un unico obiettivo: arrivare al denaro o agli oggetti preziosi custoditi in casa.

In un caso hanno raccontato di un presunto furto in gioielleria, sostenendo di dover effettuare urgentemente un controllo sui gioielli posseduti dagli anziani.

In altri casi, invece, la telefonata riguardava un incidente stradale. Secondo la storia raccontata dai truffatori, un familiare sarebbe stato coinvolto in un sinistro e sarebbero serviti ingenti somme di denaro per coprire spese mediche oppure per pagare una fantomatica «cauzione».

La nuova storia della raccomandata urgente

Tra le modalità utilizzate dai truffatori è comparsa anche una storia inedita: quella di una raccomandata urgente da notificare direttamente a casa.

Alla persona contattata veniva fatto credere che, qualora non avesse accettato la raccomandata, nei giorni successivi sarebbero arrivate multe molto salate.

Anche in questo caso, però, il tentativo non è riuscito.

Ad Azzano Decimo un altro truffatore ha scelto una presentazione apparentemente rassicurante, qualificandosi telefonicamente come «maresciallo Rossi».

Il tentativo di separare marito e moglie

In diversi episodi i malintenzionati hanno utilizzato una tecnica particolarmente insidiosa: cercare di allontanare uno dei due anziani dall'abitazione.

L'obiettivo era convincerlo a recarsi in qualche ufficio pubblico, lasciando così il coniuge da solo in casa e, di conseguenza, più esposto alle successive richieste dei truffatori.

Una strategia studiata per creare le condizioni più favorevoli per entrare in possesso di denaro, gioielli o altri oggetti di valore.

Nessuna truffa è andata a segno

Nonostante la varietà delle storie raccontate e la pressione esercitata durante le telefonate, nessuno dei 25 tentativi è andato a buon fine.

Gli anziani hanno riconosciuto l'inganno, non hanno creduto alle versioni fornite dai falsi operatori e hanno interrotto le conversazioni.

Un elemento importante è rappresentato anche dalle successive segnalazioni: tutti e 25 hanno contattato i veri Carabinieri per raccontare quanto accaduto.

La campagna di sensibilizzazione portata avanti dall'Arma, anche attraverso la divulgazione da parte degli organi di informazione, sembra dunque aver contribuito a rendere gli anziani più consapevoli dei meccanismi utilizzati dai truffatori.

I carabinieri a casa degli anziani

Dopo le segnalazioni, diverse pattuglie dei carabinieri si sono recate direttamente nelle abitazioni delle persone contattate, con l'obiettivo di rassicurarle e fornire loro indicazioni.

L'Arma rinnova quindi l'invito a prestare la massima attenzione alle telefonate nelle quali vengono richiesti soldi, gioielli o altri beni, anche quando dall'altra parte della cornetta qualcuno si presenta come appartenente alle forze dell'ordine o come tecnico di un'azienda o di un servizio pubblico.

«Nessun carabiniere si presenterà mai a casa con simili richieste»

Il messaggio dei carabinieri è chiaro: nessun carabiniere si presenterà mai a casa di un cittadino avanzando richieste di questo tipo.

In caso di telefonate sospette, l'invito è a interrompere immediatamente la conversazione e informare il 112.

La giornata di lunedì dimostra quanto il fenomeno continui a essere presente sul territorio, ma anche quanto la tempestiva informazione possa fare la differenza: questa volta i truffatori hanno tentato 25 volte, ma non sono riusciti a portare a termine nemmeno una truffa.

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