Trucioli d’oro a Osoppo: Fantoni guarda al futuro ricordando il post sisma
L’ad dell’azienda produttrice di pannelli: «A dire prima le fabbriche fu Agnelli». Tutti i nomi dei 39 premiati

Vent’anni sono un pezzo di vita importante. Un tempo che nell’età adulta scorre per molta parte al lavoro, in un luogo e con delle persone che giorno dopo giorno, anno dopo anno, diventano molto più di aziende e colleghi. Con loro finiamo per condividere fatiche, successi, crisi e novità. La storia personale incrocia quella aziendale e diventa – specie a Nordest – un tutt’uno. Tanto che non di rado ci si ritrova a parlare di una grande famiglia. Come quella che ancora una volta, a Osoppo, si è ritrovata alla Fantoni per la consegna dei nuovi Trucioli d’Oro, i riconoscimenti che ogni anno la proprietà insieme all’omonima associazione che riunisce i “veterani” Trucioli d’oro assegna ai dipendenti giunti al significativo traguardo dei 20 anni di lavoro in azienda.

La ricostruzione post sisma
L’appuntamento ha dato l’assist all’amministratore delegato Giovanni Fantoni per un salto indietro nel tempo lungo 50 anni, per tornare a ricordare l’epopea della ricostruzione post sisma e sfatare «alcuni luoghi comuni» che ancora oggi, a parer suo, rischiano di restituire una lettura non puntuale di quella stagione.
Il primo riguarda il rapporto tra terremoto e sviluppo industriale. «Troppo spesso si è accomunata al terremoto la nascita dell’industria in questo territorio ed è una falsità», ha detto Fantoni, ricordando come il Friuli fosse già in una fase di pieno sviluppo negli anni Settanta. La stessa Fantoni «aveva appena completato importanti investimenti». Il sisma fu una tragedia, ma trovò un tessuto imprenditoriale già presente, che ebbe il coraggio di scommettere sul futuro, anche grazie alla rapidità con cui arrivarono indennizzi e finanziamenti.

E proprio nella collaborazione tra pubblico e privato Fantoni ha individuato una delle chiavi di quella ricostruzione. «Il terremoto del Friuli resta l’unico caso in cui si è sviluppato un rapporto di vera sussidiarietà tra i privati e le istituzioni». Imprese e cittadini furono coinvolti direttamente e la ricostruzione fu fatta dai friulani «fondamentalmente col mutuo, almeno al 70%».
Prima le fabbriche
Come del resto in Fantoni, l’azienda più colpita tra quelle del territorio, che nonostante i danni, nei quattro-cinque anni successivi al terremoto riuscì a non ricorrere alle dilazioni previste per mutui, contributi e tasse. «Una cosa di cui, a partire da mio padre, siamo sempre stati estremamente orgogliosi», ha ricordato Giovanni passando poi al rapporto tra imprenditori e politica, «tutt’altro che rose e fiori» ha ricordato evidenziando anzi quanto fossero forti allora le pressioni degli imprenditori per ripartire e il timore che, dopo il 15 settembre, i lavoratori lasciassero il Friuli. Infine la formula «prima le fabbriche». Non nacque spontaneamente: fu suggerita dall’avvocato Agnelli e ripresa dalla presidenza di Confindustria pochi giorni dopo il sisma e dal Comitato Glesie Furlane, che si espresse negli stessi termini.
«Oggi sarebbe impossibile»
«Una ricostruzione come quella del ’76 oggi sarebbe impossibile», ha quindi concluso, indicando nella «giungla burocratica e legislativa normativa» uno degli ostacoli. Da qui il passaggio all’Europa e alla necessità, oggi come allora, di avere obiettivi chiari e la capacità di perseguirli senza perdere tempo.
Una sfida rilanciata dal presidente Paolo Fantoni e consegnata nelle mani dell’ospite della giornata, Elisa Daffarra, dirigente del Parlamento europeo originaria di Ragogna. Secondo Fantoni la complessità e la lentezza dei processi europei rischiano di non essere più adeguate alla velocità con cui cambiano l’economia e il mondo. Il problema «non è Europa sì o Europa no, ma Europa come». Un interrogativo che ha rimbalzato la sfida vinta nel post terremoto, 50 anni fa, alle sfide dell’oggi.
I nomi dei 39 premiati
Ecco tutti i nomi dei trentanove Trucioli d’Oro premiati sabato mattina.
Per la capogruppo, Federica Astante, Nicola Azzani, Francesca Buttazzoni, Luigi Cassinelli, Luigi Cresci, Roberto De Cillia, Daniele Del Negro, Adriano Maria Ferrara, Enzo Forgiarini, Flavio Giacomini, Giuseppe Glorioso, Claudio Iachetti, Marco Isola, Massimo Levan, Rudi Lizzi, Sarah Lorenzini, Francesco Marcon, Simone Melis, Lorenzo Nicora, Manuele Paolini, Christian Ridolfo, Davide Tosolini, Rosita Venturini, Giulio Vicenzini e David Zanier.
Per la Lacon di Villa Santina Paolo Billiani, Felice Cagnoni, Renzo De Boni, Massimo Ricci e Sara Stefani. Per la Patt di Attimis Paolo Pittone.
Tra i fornitori e collaboratori, Chiara Pasti, Luca Di Somma, Daniele Fabbro, Andrea Forgiarini, Massimiliano Quarino, Mauro Quarino, Piero Valle e Ruggero Baggio.
Alla cerimonia hanno preso parte Leandro Zuliani, presidente dei Trucioli d’Oro, e Roberto Kodermatz, console dei Maestri del Lavoro.
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