Trovato morto dopo le dimissioni dal pronto soccorso di Pordenone: la Procura apre un'inchiesta, indagato un medico

I familiari di 64 anni di Azzano Decimo, hanno presentato un esposto per fare luce sulle ore precedenti al decesso avvenuto nelle pertinenze dell'ospedale. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto gli accertamenti del caso

Pierre Mascarin
Pierre Mascarin

Sarà la Procura a ricostruire quanto accaduto nelle ore che hanno preceduto la morte di Pierre Mascarin, 64 anni di Azzano Decimo, trovato senza vita nelle pertinenze dell'ospedale dopo essersi allontanato autonomamente dal pronto soccorso dell’ospedale di Pordenone, dove era stato appena dimesso al termine del percorso sanitario.

Sul caso è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. Secondo quanto emerso, nel registro degli indagati è stato iscritto l'ultimo medico che aveva avuto in cura l'uomo, un passaggio tecnico necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili.

L'esposto presentato dalla famiglia

I familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Tomas Trevisiol, hanno depositato un esposto con cui chiedono di fare piena luce sulla vicenda.

Il legale precisa che l'atto «non indica responsabilità specifiche né individua persone da accusare», ma ha l'obiettivo di verificare se tutte le procedure previste siano state rispettate e se possano emergere eventuali profili di responsabilità.

I dubbi sulle dimissioni e sulle comunicazioni

Tra i punti sui quali la famiglia chiede chiarimenti vi è innanzitutto la gestione delle dimissioni dal pronto soccorso.

L'esposto mira ad accertare in quali condizioni cliniche si trovasse Mascarin al momento dell'uscita dall'ospedale, se la decisione di lasciare la struttura sia stata realmente volontaria e se il paziente fosse nelle condizioni di farlo in sicurezza.

Un altro aspetto riguarda le comunicazioni con i familiari. Secondo il legale, la compagna dell'uomo, presente durante la giornata e indicata come riferimento per i sanitari, «non sarebbe mai stata contattata né informata delle condizioni del paziente, sia al momento dell'accesso sia al momento della dimissione».

Le due chiamate al 118 nella stessa giornata

La ricostruzione dei fatti parte dalla mattina di martedì, quando l’uomo aveva accusato un malore nella propria abitazione.

Dopo il primo intervento del personale del 118, il trasporto in ospedale non era stato ritenuto necessario, poiché le sue condizioni sembravano migliorate. Nel corso del pomeriggio l'uomo avrebbe proseguito la terapia prescritta.

La sera, intorno alle 22, mentre si trovava in casa con la compagna, avrebbe però manifestato una nuova e grave crisi, descritta come simile a un episodio epilettico. È stato quindi richiesto un secondo intervento del 118 che, questa volta, ha disposto il trasferimento in pronto soccorso per ulteriori accertamenti.

Il ritrovamento del corpo e l'inchiesta

Da quel momento, riferisce la famiglia, non sarebbero più arrivate notizie fino alle 5 del mattino, quando la Questura ha contattato la compagna comunicando il ritrovamento del corpo senza vita dell'uomo nelle pertinenze dell'ospedale.

Secondo una prima ricostruzione, Mascarin avrebbe concluso il proprio iter sanitario, sarebbe stato dimesso e, mentre attendeva l'arrivo dei familiari, si sarebbe allontanato senza informare il personale sanitario.

Proprio questa fase è ora al centro delle indagini della Procura, che dovrà chiarire con precisione la dinamica dei fatti e verificare se vi siano state eventuali omissioni o responsabilità nella gestione del paziente.

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