Trovato amianto a Santa Caterina: rallenta il cantiere del sottopasso

PASIAN DI PRATO. L’ombra dell’eternit cala su Santa Caterina. I lavori per il completamento del sottopassaggio ferroviario sono quasi terminati e si attende l’inaugurazione dell’opera entro maggio ma, al posto delle abitazioni demolite per fare spazio alla strada che collega il sottopasso giace un cumulo di macerie che, oltre a rallentare il cantiere, fa spuntare la minaccia dell’amianto.
Sono, infatti, costruzioni risalenti agli anni ’50, periodo in cui tale materiale era impiegato abitualmente nei lavori edili e di cui solo in seguito si è riconosciuta la pericolosità per la salute.
A tranquillizzare i cittadini ci pensa però il vicepresidente della Provincia, Franco Mattiussi, sottolineando che sono in corso gli accertamenti per individuare la percentuale di eternit presente nelle macerie per poi procedere al conferimento dei detriti nelle discariche più indicate.
«Nell’operazione è stata coinvolta l’Azienda sanitaria, che rilascerà l’autorizzazione allo smaltimento – spiega il vice di Fontanini –. Le verifiche certificheranno la quantità di eternit presente: si tratta di procedure ordinarie che si traducono anche in costi minori o maggiori per il conferimento, in base alla percentuale di amianto contenuta nei materiali».
Conclusa questa fase, i ruderi potranno essere asportati e correttamente smaltiti, mentre la realizzazione dell’opera, che prevede la creazione di due sottopassaggi, uno per ogni senso di marcia, potrà riprendere il proprio corso.
Un’opera, questa, il cui cantiere avrebbe dovuto chiudere lo scorso dicembre e che invece dovrebbe terminare a maggio, afferma Mattiussi. E il ritardo non va imputato unicamente alle operazioni di verifica in corso sulle macerie, ma anche alla presenza della linea ferroviaria.
«I lavori hanno subito parecchie interferenze: si tratta di un sito sensibile che include una linea importante, la Udine-Venezia – rileva Mattiussi – e bisogna seguire il piano del traffico delle ferrovie, realizzato periodicamente».
Resta da decidere ancora, infatti, la data della notte in cui si potrà procedere alla demolizione della sbarra del passaggio a livello, al centro della carreggiata, che permette di accedere al sottopasso.
«I tempi di autorizzazione non sono così rapidi – specifica ancora Mattussi –: dall’invio della domanda le ferrovie si riservano di fornire una risposta entro 60-90 giorni». Da tener presente comunque, aggiunge Mattiussi, che nonostante si tratti di un’opera complessa, del costo di 5 milioni di euro con manufatti in trincea, il traffico ferroviario non è mai stato interrotto durante i lavori, partiti a fine 2014.
Far coincidere tempistiche ed esigenze che si creano su un punto trafficato è la stata la causa dell’accumulo di ritardi: «Avevamo previsto 500 giorni lavorativi – è la chiosa – e siamo ancora dentro i tempi».
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