Trovati morti in un parco 16 cervi Si sospetta un avvelenamento

Gli animali, che vivevano sul monte di Muris, appartengono a una famiglia di Villanova di San Daniele I decessi nelle ultime settimane: sui campioni delle carcasse sono in corso analisi dello Zooprofilattico

RAGOGNA. È ancora avvolta nel mistero la vicenda della morte di sedici cervi avvenuta nelle ultime settimane in un parco privato sul monte di Muris. A chiarire le cause degli strani decessi saranno gli esiti degli esami compiuti dall’Istituto zooprofilattico di Udine. Da molti decenni sul monte di Muris la famiglia Perosa, imprenditori di Villanova di San Daniele noti per la propria attività nel campo delle pitture edili e delle decorazioni, ha realizzato un vero e proprio parco naturalistico nel vasto appezzamento che circonda una delle loro residenze. Per puro amore della natura e degli animali, il capofamiglia Pietro Perosa, infatti, qualche decennio fa ha creato uno splendido parco dove si possono ammirare esemplari, oltre che di cervi, di daini, caprioli e pavoni. Dopo la scomparsa di Pietro, sono i figli a prendersi cura degli animali. Ogni giorno uno dei fratelli Perosa si reca ad accudire le bestiole che hanno a diposizione un’area boschiva tutta per loro di circa 4 ettari, con tanto di riparo per la notte, mangiatoie e abbeveratoi. Un mese e mezzo fa i primi decessi: due cervi sono stati trovati privi di vita. La cosa è apparsa strana ma non più di tanto visto che, come ha riferito Paolo Perosa, «c’è stato un inverno che ha messo a dura a prova gli animali». L’allarme è scattato una quindicina di giorni fa quando al mattino, recatosi per le quotidiane operazioni di pulizia e alimentazione degli animali, sono stati trovati altri 4 esemplari di cervo privi di vita. Una cosa che ha allarmato il proprietario che ha anche sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di San Daniele. Competenti per materia sono intervenuti sul posto anche la Polizia municipale e il veterinario referente per territorio dell’Azienda sanitaria. Proprio quest’ultimo ha provveduto a effettuare i primi rilievi e a inviare alcune parti di carcasse all’Istituto zooprofilattico di Udine dal quale a giorni dovrebbero arrivare i risultati. Due le ipotesi prese in maggiore considerazione: che gli animali possano essere stati colpiti da malattie batteriche o virali oppure che abbiano ingerito sostanze tossiche. Dalla metà di aprile ad oggi, intanto, i decessi sono proseguiti: «ogni due giorni – spiega Paolo Perosa – ne troviamo un paio privi di vita. Ad oggi sono 16 i cervi morti».

Secondo quanto emerso sembra che non siano state trovate tracce di effrazioni o di sostanze velenose, è anche vero però che se qualcuno avesse voluto deliberatamente fare del male a questi splendidi animali non avrebbe avuto problemi: si tratta di capi che sono abituati alla presenza dell’uomo e che non scappano se qualcuno si avvicina. Immaginare però che ci sia qualcuno che possa aver fatto del male agli animali è un’ipotesi che mette molta tristezza. I carabinieri hanno riferito di essere a disposizione di chi avesse qualcosa da riferire in merito ai fatti accaduti a Muris.

Anna Casasola

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