Trovano casa le capre di Pantianicco
MERETO DI TOMBA. Storia a lieto fine per le capre sopravvissute nella casa-discarica trasformata in allevamento a Pantianicco. Hanno trovato pace, dopo l’affido giudiziario in una azienda agricola di Tarcento, in una fattoria della Bassa friulana. E qui davvero per loro è «il paradiso terrestre» dice con soddisfazione il comandante della stazione Forestale di Coseano Franco Biasizzo il quale spiega come è stato lungo e faticoso il lavoro per rieducare le povere bestie a una alimentazione corretta, abituate come erano a mangiare schifezze varie e plastica. E proprio per aver ingerito quest’ultimo materiale che una piccola capretta è morta mentre un’altra è deceduta per vecchiaia. Rimangono così in vita 16 esemplari dei 18 che erano stati tratti in salvo in una operazione congiunta della polizia municipale comandata dal maresciallo capo Paolo Polo e dalla Forestale appunto.
Determinante per la buona riuscita dell’operazione l’intervento dei veterinari Bruno Dolso, Manuel Durisotti e Sabrina Menestrina del servizio veterinario distrettuale di Codroipo che con grande impegno e dedizione si sono presi cura della salute delle capre. Espressioni di gratitudine vanno, a nome del comandante Biasizzo, anche all’azienda di Tarcento che si è prodigata nell’accudire le povere bestie. Intanto l’area nella quale vivevano, nel centro di Pantianicco, è ancora sotto sequestro penale. Il sindaco Massimo Moretuzzo ha emesso una ordinanza che scade il 15 settembre prossimo “per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti con il ripristino dei luoghi” verso “la persona individuata dalla Procura come proprietaria dell’area, responsabile del suo degrado e della condizione dell’allora 18 capre.”Il Comune nel frattempo è intervenuto 2 volte per una prima deratizzazione.
Maristella Cescutti
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