Trenitalia cambia orari ma non informa gli utenti

Disagi per le variazioni: dovevano partire il 15 giugno, invece sono già in vigore. Protesta di pendolari e Regione. L’assessore Santoro: azienda autoreferenziale
ANTEPRIMA stazione treni
ANTEPRIMA stazione treni

UDINE. L’orario cadenzato debutta senza l’ok della Regione. «Non siamo stati informati da Trenitalia delle variazioni – dice l’assessore regionale Mariagrazia Santoro – sono stupita perché avevamo fatto un accordo». E quell’accordo prevedeva il via ai nuovi orari, più facili da interpretare domenica prossima. Invece la novità è scattata l’8 giugno, con una settimana d’anticipo, provocando non pochi disguidi e soppressioni ai viaggiatori. Davanti a questo quadro pendolari e viaggiatori hanno chiesto lumi agli addetti di Trenitalia e in alcuni casi (sebbene si fossero rivolti all’Ufficio informazioni) non hanno ottenuto alcuna risposta, come riferiscono i rappresentanti del Comitato pendolari dell’Alto Friuli.

«Il problema è che non siamo stati informati neppure noi da Trenitalia rispetto a queste variazioni – sottolinea Santoro – sono stupita perché avevamo fatto un accordo e invece c’è stata un’assenza di informazione sulle modifiche di orario previste per il 15 giugno. L’anticipo non rientra nei patti. E questa è la prima questione, ma avevamo anche chiesto che a ogni variazione, nel caso derivi da questioni improrogabili, corrispondesse un’adeguata informazione nei confronti dell’utenza. Ma anche qui Trenitalia è carente».

Ecco perché già ieri la Regione ha inviato una nota all’azienda sottolineando i problemi. Questo all’alba della gara europea per la gestione del traffico su ferro dei prossimi 15 anni. «Nella nota chiediamo di evidenziare le attività informative messe in campo per queste variazioni perché a noi non risultano – continua Santoro –. Vogliamo anche l’elenco completo delle variazioni. E vogliamo che sia trasmesso in modo puntuale. Trenitalia si comporta in modo autoreferenziale, nel senso che le ragioni interne non sono comprensibili a chi è all’esterno. Invece abbiamo bisogno che ci sia un preventivo coordinamento ma soprattutto un’informazione puntuale. Perché da un mese chiediamo lumi sul nuovo orario e non ne abbiamo ancora. Eravamo sereni perché di solito l’informativa arriva a ridosso delle novità, invece ciò non è avvenuto».

Intanto la commissione regionale presieduta da Vittorino Boem (Pd) ha sentito le rappresentanze del Comitato Tpl Fvg, nato in concomitanza con i tagli al servizio avvenuti nel 2013 e attivo soprattutto in provincia di Udine. L’occasione per l’audizione è la prossima gara europea per l’assegnazione del servizio sull’intero territorio regionale. Il Comitato ha proposto aggiustamenti per migliorare e potenziare il servizio e aumentare l’utenza. I punti critici individuati, anche attraverso questionari proposti agli utenti (600 aderenti a un sondaggio), sono cinque: si chiedono corse più frequenti, maggiore copertura di determinate fasce orarie, servizi serali e festivi, capillarità, aumento di corse nelle ore di punta. Le coperture economiche proposte troverebbero – secondo il Comitato - fondi nella riduzione delle sovvenzioni al mercato automobilistico, ridimensionando i mezzi in circolazione, accedendo a fondi europei e ottenendo dalle aziende di trasporto il reinvestimento in loco degli utili.

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